«Non abbiamo il tempo per piangerci addosso»
L’allenatore Max Menetti: «Partita mediocre sia a livello individuale sia di team Senza Kaukenas tutti gli altri debbono prendersi qualche responsabilità in più»
CAPO D'ORLANDO. È deluso e scuro in volto coach Max Menetti nella sala stampa del pala Fantozzi, non nasconde la propria amarezza per la sconfitta che ha permesso l'aggancio di Capo d’Orlando, ma soprattutto per l’insoddisfacente prestazione di tutta la Grissin Bon.
«Abbiamo fatto una partita mediocre sia a livello individuale che a livello di squadra - esordisce Menetti nella conferenza post gara - è chiaro che giocare a Capo d’Orlando non è facile, ma siamo stati troppo discontinui su tutti e due i lati del campo. Inoltre non abbiamo mai trovato continuità in attacco, c'è mancato soprattutto un buon ritmo e abbiamo difettato nel ricercare soluzioni buone per tiri aperti. Troppi giocatori non hanno espresso il loro miglior basket e hanno giocato sottotono. Siamo sempre andati a ondate e non siamo mai riusciti a fare una serie di difese in maniera impeccabile continue. Andavamo a fiammate e questo ci ha penalizzato».
«È vero - continua il tecnico reggiano - abbiamo tenuto il punteggio basso, ma la verità è che Capo d’Orlando ha girato bene la palla e non ci ha mai permesso di correre. Sono stati bravi, onore a loro, la Betaland ha meritato di vincere. Noi ci abbiamo messo molto del nostro però, hanno avuto peso sia la giornata storta dei nostri che l'ottima gara giocata da Capo d’Orlando».
La Grissin Bon era atterrata in Sicilia senza Rimas Kaukenas, fuori per le prossime tre settimane a causa di una lesione di secondo grado del muscolo vasto intermedio.
«L'assenza di Rimas Kaukenas ha un po’ pesato - ammette Max Menetti - è indubbio che la sua presenza sul parquet sposti un po' gli equilibri, ma purtroppo non possiamo farci niente. Dobbiamo andare avanti, ma è palese che, sia a livello emotivo, che a livello tecnico, Kaukenas sia un giocatore importante per le nostre rotazioni. A maggior ragione, però, tutti gli altri devono prendersi qualche responsabilità e qualche tiro in più. Nessuno ci regala niente. Abbiamo fatto un'ottima partita a Berlino quattro giorni fa, mentre in questo caso è stata una prova negativa. Ma non abbiamo tempo per riflettere più di tanto. Non voglio usare il doppio impegno come alibi, se chiedete a qualche altro coach se vuole fare l’Eurocup, non si tirerebbe indietro. Domani (oggi per chi legge, ndr) saremo già in partenza per la Germania per affrontare una trasferta difficile in Eurocup come quella a Ludwisburg. Non abbiamo tempo di piangerci addosso né per le assenze, né per questa brutta prestazione».
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