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La Grissin Bon a Ludwigsburg, il rilancio è una questione di nervi

di Adriano Arati
La Grissin Bon a Ludwigsburg, il rilancio è una questione di nervi

La terza giornata di Eurocup: c’è da reagire alle sconfitte nelle ultime due trasferte tra coppa e campionato, l’assenza di Rimas Kaukenas non deve diventare un alibi per la squadra di Menetti

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REGGIO EMILIA. Una gara da cui si deve ripartire. Si deve perché il doppio impegno settimanale non permette alla Grissin Bon di tirare il fiato: le energie le dovrà trovare prima di tutto dal morale. Così, la gara a Ludwigsburg – inizio alle 20 e diretta su Teletricolore – acquista una più che discreta importanza. Sinora Reggio è stata perfetta in casa ma nelle ultime due trasferte, Berlino e Capo d’Orlando, si è dovuta arrendere alle rivali. L’assenza del capitano Rimantas Kaukenas è ovviamente pesante, però non può essere una scusante “definitiva” nonostante la classe e soprattutto la grinta del lituano.

È vero che la squadra respira e digrigna grintosamente i denti con i ritmi dettati dalla cattiveria di Kaukenas, ma una formazione di alto livello – la Grissin Bon lo è e vuole sempre più consolidarsi – deve saper fare a meno anche dei propri riferimenti. Anche perché il lituano sarà fuori almeno altre tre settimane, tutte segnate da campionato e coppa, e una risposta va trovata. E, soprattutto fra gli esterni, la rosa biancorossa non è certo priva di altri elementi di assoluta qualità, che anzi possono sfruttare qualche minuto in più per consolidare il proprio ruolo nelle gerarchie interne. Anche la classifica, nel girone di Eurocup, inizia a avere il suo valore.

Il gruppo B sinora è molto equilibrato, e una vittoria in trasferta potrebbe risultare preziosissima a dicembre, quando ci si giocheranno la qualificazione e i migliori piazzamenti per la fase successiva. Il Ludwigsburg è aggressivo, veloce, e sul proprio campo rende al meglio.

La Grissin Bon è chiamata a dare una risposta sia tecnica che mentale. Tecnica, perché sia a Berlino che a Capo d’Orlando ha faticato a imporre le proprie caratteristiche, prima patendo la fisicità dei tedeschi e poi restando invischiata nelle ragnatele di ritmi letargici costruite dai siciliani per rallentare le operazioni. Reggio è una squadra di talento, che rende al massimo a ritmo sostenuto e a difesa schierata può sfruttare la presenza di lunghi veri; contro Ludwigsburg sarà chiamata a gestire le cadenze ma allo stesso a non snaturarsi.

Dal punto di vista della testa, la sconfitta di Capo ha generato perplessità per l’atteggiamento non particolarmente aggressivo, almeno da fuori, evidenziato anche dal diesse Frosini. Sinora i biancorossi erano stati bravi a mantenere sempre alta la concentrazione, anche quando l’attacco non girava, e a prendersi nel finale delle partite difficili, vedi Brindisi e Cantù.

Nelle ultime due gare non è successo: l’assenza del faro Kaukenas e la trasferta non hanno aiutato, a un certo punto la tensione è calata. Una reazione è richiesta anche su questo fronte, sempre privi del capitano e lontano dal Bigi, per evitare che un raffreddore diventi una vera influenza.

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