Gazzetta di Reggio

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«La mentalità vincente ci sta facendo crescere»

di Ginevra Del Bene Errico
«La mentalità vincente ci sta facendo crescere»

Il Conad Reggio miete successi su tutti i fronti, dalla serie A sino al minirugby Il presidente Bergonzi: «Paga il lavoro del nuovo dg Roberto Manghi»

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REGGIO EMILIA. I Diavoli targati Conad vivono un momento positivo su tutti i fronti. Non solo il team di punta ha vinto pure a Lumezzane ma da tutte le categorie arrivano buoni risultati, grazie ad un nuovo assetto e una grande voglia di vincere e riscattarsi.

Sebbene l'Under 18 sia a riposo dopo la prima partita vinta contro il Piacenza, sia i rossoneri dell'Under 16 allenata da Gianluca Guareschi e Antonio Mannato, sia quelli dell'Under 14 hanno dominato. I primi hanno rintuzzatol'assedio parmigiano, i più giovani a Formigine sono arrivati primi nel triangolare, non subendo nemmeno una meta.

«Conquistare subito il primo posto in classifica con la squadra del Conad Reggio era quanto ci eravamo proposti per cominciare al meglio il campionato – spiega il presidente Giorgio Bergonzi. – Abbiamo giocato due buone partite con tanti giovani di talento e quindi essere primi in classifica è solo una conferma di quanto abbiamo preparato prima in allenamento e poi messo in pratica sul campo. Ma è solo il primo passo, ora dobbiamo mantenere la posizione di testa».

Cosa ha fatto crescere così tanto il club reggiano in tutte le categorie?

«I risultati estremamente positivi in questo periodo sono frutto di un cambiamento di atteggiamento. Tutto il club è influenzato dalla mentalità vincente di Roberto Manghi, il nostro nuovo direttore generale e dello staff tecnico e dirigenziale che fanno da esempio e infondono la loro voglia di vincere agli atleti di ogni età, dai bambini del minirugby alla prima squadra. Certo, questi frutti sono il risultato di anni di lavoro. Manghi ha trovato un'ottima base su cui lavorare per arrivare al top, portando la sua esperienza ad un gruppo di allenatori e preparatori già di alto livello».

Cosa rende unica la vostra offerta per i giovani?

«Noi offriamo la possibilità ai ragazzi di praticare sport ad alto livello, non perdendo mai di vista le priorità che sono fondamentali per ogni uomo ovvero quelle dello studio e del lavoro. A Reggio queste tre realtà convivono in maniera armoniosa offrendo ad ogni atleta una preparazione a tutto tondo. Il nostro obiettivo è sempre stato crescere prima uomini e poi giocatori».

Cosa pensa del movimento giovanile in Italia, sì alle Accademie o meglio i club?

«I club sono le culle del rugby e le accademie sono quelle realtà che dovrebbero servire a sviluppare i maggiori talenti del nostro territorio. Io credo che solo l'accademia possa offrire esperienze ai giovani rugbisti per mettersi alla prova e misurare il proprio valore. Ma forse bisognerebbe fare più selezione».

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