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L’INTERVISTA / FRANCESCO RAMPI

«La Reggiana è prima anche grazie alla difesa meno battuta d’Italia»

«La Reggiana è prima anche grazie alla difesa meno battuta d’Italia»

REGGIO EMILIA. Contro la Cremonese Francesco Rampi ha disputato i 20 minuti finali, per il tornante destro umbro reinventatosi terzino l'infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi quasi due mesi...

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REGGIO EMILIA. Contro la Cremonese Francesco Rampi ha disputato i 20 minuti finali, per il tornante destro umbro reinventatosi terzino l'infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi quasi due mesi sembra alle spalle. «Purtroppo mi son portato dietro l'infortunio dello scorso anno – rimarca l’atleta granata – quando pensavo che fosse superato ma ora sto benissimo ed il mister sa di poter contare su di me. Mi fa piacere essere sceso in campo con la Cremonese e sono contento per i tre punti ma dobbiamo stare coi piedi per terra perché conterà essere davanti alla fine del campionato, tuttavia la strada è quella giusta».

Quasi quasi trovava l'assist per il gol di Angiulli.

«Adesso il mio ruolo comporta quello e spero di farlo nel modo migliore».

Giocare terzino avanzato le ricorda i suoi primi tempi a Reggio?

«In passato ho sempre fatto il quinto di centrocampo ed è il mio ruolo preferito poi ti adatti a fare il quarto di difesa o in mediana a seconda dell'allenatore; al contrario, non mi trovo bene quando devo fare la terza punta. Così mi trovo bene io ma tutta la squadra sta facendo bene e in più avremo sempre l'opportunità di schierarci come in passato anche a gara in corso».

Come si sente a far parte della difesa meno battuta d'Italia?

«Il periodo è molto buono, dalla gara con la Giana Erminio siamo maturati nei momenti giusti della partita ed il fatto che siamo la miglior difesa è significativo ma siamo solo all'inizio».

Molti concordano che i campionato si vincono partendo dalla difesa.

«Questo è un dato obiettivo ma siamo solo ad ottobre perciò dovremo curare questo aspetto nel tempo».

Si accontenta dei 20' finali o vuole scalzare i compagni?

«Se uno vuol fare strada non può accontentarsi però la competizione c'è e fa bene: siamo in tanti anche nel mio ruolo e tutti molto bravi. Io punto a convincere il tecnico a scegliermi lavorando bene in settimana».

Quanto è importante un gruppo coeso come il vostro per la ricerca di un risultato importante?

«E' fondamentale, quest'anno è così e stiamo insieme anche fuori dal campo. E' un gruppo vivace che sa anche lavorare seriamente sapendo riconoscere quando è il momento di divertirsi e quando si fa sul serio. Siamo coscienti di essere un'ottima squadra».

E' la migliore Reggiana dei tre anni in cui si trova a Reggio?

«Come squadra e come ambiente è quella che può lavorare in modo più tranquillo perché adesso è chiara la struttura societaria, il gruppo è solido e l'amalgama viene già dall'anno scorso con alcuni rinforzi e, in più, tutti credono nelle nostre possibilità. Purtroppo il primo anno, ed in parte l'anno scorso, le vicende societarie possono aver disturbato».

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