«Grissin Bon da finale scudetto gioca il basket più bello d’Italia»
Riccardo Paolini, coach di Pesaro, avverte i propri giocatori in vista della gara di domenica «Affrontare Reggio dev’essere motivo di orgoglio, dovremo provare a limitare l’avversaria»
REGGIO EMILIA. Tre sconfitte ed una vittoria, con questo ruolino di marcia Riccardo Paolini si presenterà domenica a Reggio Emilia per il mezzogiorno di fuoco contro la Grissin Bon.
La sua Vl Pesaro punta su gioventù e ritmo:«Abbiamo un'età media di circa 22 anni. Questo comporta pro e contro. Giochiamo sempre in velocità con tiri in transizione e conclusioni dopo pochi secondi di gioco. Dobbiamo però imparare a gestire meglio la partita, capendo che ci sono momenti in cui bisogna abbassare il ritmo e concedere meno possessi agli avversari».
Avete appena ottenuto la prima vittoria: siete dunque una squadra in crescita...
«Abbiamo una squadra tutta nuova che ha bisogno di un po' di tempo per conoscersi. Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno potrei dire che anche le tre sconfitte sinora patite sono comunque arrivate dopo gare in cui siamo stati in partita tutto il tempo. Volendo vedere il bicchiere mezzo vuoto dovrei dire che le abbiamo perse noi con peccati di gioventù, errori ripetuti che dobbiamo togliere. Troppi alti e bassi, serve più costanza».
Da dove nasce la sua scelta di allestire un roster così giovane?
«Non è stata realmente una scelta. Abbiamo selezionato i giocatori in base alle loro caratteristiche tecniche e caratteriali. Alla fine ci siamo trovati una squadra con un'età media molto bassa».
«In questi mesi comunque – specifica il coach adriatico – hanno confermato quanto di buono ci aspettavamo da loro, formano un bel gruppo, che dà sempre il massimo ma a volte va fuori giri, anche in allenamento, per eccesso di esuberanza».
La stragrande maggioranza dei punti vi arrivano dagli esterni Shaquielle McKissic, Christon Semaj e Trevor Lacey. E’ una scelta precisa di gioco?
«I nostri piccoli in attacco sfruttano molto la loro velocità. Andando spesso a tiri rapidi, a prenderseli sono i giocatori che hanno per primi la palla in mano, quindi gli esterni. Purtroppo tendono ad ignorare un po' gli altri escludendoli dal gioco d'attacco ma i nostri lunghi si rendono molto utili in difesa e a rimbalzo».
Come mai la scelta di dare la fascia di capitano a Nicolò Basile, un ragazzo di soli 21 anni?
«Abbiamo scelto lui perché è quello che è da più tempo qui a Pesaro e la società crede molto in lui. Non è un ruolo facile per un ragazzo della sua età ma lui ha accettato».
Come se la cava? Di lui si dice un gran bene, da qualche tempo.
«Sta crescendo, guadagna minuti, è quello che forse sa gestire meglio i tempi di gioco tra gli esterni e sta imparando ad agire da capitano, riprendendo i compagni quando fanno errori stupidi e supportandoli quando serve».
Che partita vorrebbe disputare contro la Grissin Bon?
«Lo dico dallo scorso anno, per me la Grissin Bon è la squadra che gioca il basket più bello in Italia. Per noi è motivo di orgoglio venire a Reggio e dovremo dare tutto per cercare di limitare i nostri avversari. Forse il doppio impegno settimanale potrebbe dare qualche problema ai reggiani ma vedremo. Per me Reggio è una squadra da finale».
Quale difetto vorrebbe correggere della sua squadra già da domenica?
«Vorrei vedere più costanza nel fare cose positive limitando i cali con cui sciupiamo in pochi minuti i vantaggi costruiti con sudore e fatica».
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