Gazzetta di Reggio

Sport

BASKET SERIE A

Frosini: "Voglio sempre vedere la Grissin Bon lottare"

di Linda Pigozzi
Frosini: "Voglio sempre vedere la Grissin Bon lottare"

Il ds biancorosso: "A Ludwigsburg ho rivisto i ragazzi che avevamo scelto»

5 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Dai toni duri nel post sconfitta di Capo d’Orlando alla positività che si respira alla vigilia della sfida interna con Pesaro. Il ds della Grissin Bon Alessandro Frosini ha ottenuto nell’infrasettimanale di coppa in Germania le risposte che aveva chiesto con forza dopo la caduta siciliana.

Dopo il ko nell’ultima di campionato non ci era andato leggero...
«Ero stato duro perché avevo visto una squadra che si era un po’ sbriciolata, che aveva perso la sua indentità e le sue certezze e questo non era ammissibile, soprattutto dopo quello che aveva già fatto insieme. Non c’era un motivo reale perchè si scendesse in campo con quell’atteggiamento, quasi con la non voglia di sacrificarsi».

A Ludwigsburg, nella trasferta di Eurocup, sono arrivate risposte importanti. Erano quelle che s’aspettava?
«Sicuramente. I ragazzi sono tornati quelli che avevamo scelto: gente che lotta, che si butta su tutti i palloni, che ha voglia di sacrificarsi l’uno per l’altro. Scendendo in campo con questo atteggiamento è venuta fuori una buona partita, ne è nata una bella vittoria che non è sbagliato chiamare prestigiosa, visto che è la prima della storia della Pallacanestro Reggiana in Eurocup. Questa deve essere per noi una base, non su cui si deve ripartire, ma su cui deve essere impostata ogni partita».

Solo un episodio, quindi, quello accaduto a Capo d’Orlando?
«In Germania le motivazioni erano forti proprio perché i ragazzi avevano capito di aver fatto male a Capo d’Orlando e volevano dimostrare che quello era stato soltanto un episodio. Non era facile a Ludwigsburg: giocavamo in un campo durissimo contro una squadra che è abituata a pressare, a mettere le mani addosso, anche a spingerti all’errore. Non a caso due settimane prima, Berlino là aveva perso di 20 punti».

Di positivo, tanto in campionato quanto in coppa s’è vista la crescita di Veremeenko. E’ finalmente arrivato?
«Parliamo di un giocatore che in precampionato ha accusato un problemino fisico che ha poi pagato, tanto da aver iniziato la Supercoppa non in condizione. Adesso sta uscendo la sua capacità di stare in campo, il suo essere un giocatore aggressivo, fondamentale nel muovere la palla, nell’avere un gioco interno che possa far collassare le altre difese. Quando è stato scelto è perché, assieme a Max Menetti, l’abbiamo ritenuto il giocatore perfetto per questa squadra. Conosce il gioco, a livello difensivo è molto presente, oltre a essere altruista. Non è un mangiapalloni ed è affidabile. Deve ancora migliorare parecchio, tanto nella conoscenza di squadra quanto nella sua perché ancora lo utilizziamo poco. Vladimir ha la capacità di rollare molto velocemente e dobbiamo servirlo meglio. L’abbiamo scelto anche perché è in grado di poter giocare con Lavrinovic».

Per ora è successo soltanto per una manciata di secondi. Quando li vedremo realmente insieme in campo?
«In Eurocup presto li faremo giocare assieme. In due, possono giocare in un ruolo sia da quattro sia da cinque, insomma sono intercambiabili. Veremeenko è un giocatore che ha piedi veloci, che può cambiare sul pick and roll e che sa passar bene la palla. Adesso deve ritrovare un po’ il suo tiro che aveva dimenticato negli anni scorsi ma che ha nel suo bagaglio tecnico».

A oggi è evidente a tutti che il team giri meglio con De Nicolao che non con Gentile. Come se lo spiega?
«E’ vero. Gentile in questo momento è un po’ in difficoltà. Non scordiamoci però che arriva da un intervento chirurgico al ginocchio, non molto invasivo ma importante. Sapevamo che avrebbe potuto avere una flessione in questo periodo. Sono però molto, molto sereno che lui possa darci il suo contributo già nelle prossime gare. Stefano e Andrea sono due play intercambiabili, molto diversi tanto da poter anche giocare insieme. Le statistiche oggi ci dicono che sta andando meglio Andrea, ma sono sicurissimo che presto arriverà anche il momento di Stefano. Ne sono convinto».

Pesaro sbarca al Bigi. Che impressione le ha fatto il team marchigiano in questo primo scorcio di stagione?
«Affronteremo una squadra molto giovane, atletica, con cinque americani. Dobbiamo rispettarli perché è un team che deve salvarsi e di conseguenza ha fame di vittorie. Sta però a noi fare la partita, sta a noi aggredire subito i nostri avversari e far capir loro che a Reggio si gioca un certo tipo di pallacanestro e un certo tipo di difesa».

Il reparto lunghi pesarese sembra il tallone d’Achille del team. E’ lì che farete valere la vostra forza?
«Sinceramente li conosco poco, non ho ancora visto una loro partita. Poi ogni gara è a sè. E’ ovvio che noi siamo su un piano diverso rispetto a loro, come obiettivi e come costruzione di squadra. L’unica cosa che dico è che come sempre noi rispettiamo i nostri avversi anche se non abbiamo niente da temere. Quando entri in campo e hai rispetto per gli avversari, di solito giochi bene».

Sarà la domenica degli scontri diretti: Milano che aspetta la sorprendente capolista Pistoia e Venezia che va in visita a Sassari. Cosa prevede?
«L’EA7 sul piano tecnico è su un altro pianeta rispetto a Pistoia, che pure sta facendo davvero bene, poi giocando in casa non credo che la formazione ospite possa ambire a vincere a Milano, anche se sappiamo bene che nella pallacanestro non si può mai dire. Quella fra Sassari e Venezia sarà invece una bella sfida per vedere a che livello sono entrambe. Sicuramente ci darà degli spunti interessanti per preparare la partita che ci attende quindici giorni doppo».

Vi aspetta un novembre particolaramente duro.
«Abbiamo un calendario intenso e soprattutto strano. Ci aspettano due partite in casa (Pesaro e Le Mans, ndr) e poi quattro fuori (Cremona, Gran Canaria, Venezia, Brindisi e Pistoia, ndr). Adesso veniamo da una settimana in cui siamo stati in giro per l’Italia e per l’Europa poi, dopo le due gare interne, inizieremo a girare come delle trottole. Dovremo restare concentrati sul nostro lavoro. Non è facile riuscire a rimanere sempre lucidi specie quando giochi spesso come stiamo facendo noi e non si è aiutati dal calendario».

Quando il capitano Kaukenas tornerà a darvi man forte?
«Rimas sta meglio. Continua a svolgere le terapie e all’inizio della settimana prossima effettuerà un nuovo esame strumentale per vedere se l’ematoma si sta riducendo e se anche il danno muscolare sta rientrando, quindi vedremo».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google