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«Neanche io so niente di Vavassori»

di Jacopo Della Porta
«Neanche io so niente di Vavassori»

L’ingresso dell’imprenditore in società diventa un giallo. E sulla squadra: «Vietato accontentarsi, speravo di più»

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REGGIO EMILIA. E' soddisfatto perché «nonostante la Reggiana non abbia giocato molto bene non è uscita sconfitta dal Druso di Bolzano», ma non può gioire per il secondo tempo «dove mi aspettavo molto di più, soprattutto alla luce di quanto fatto nel primo». Raffaele Ferrara analizza così il match contro il Sudtirol. Il direttore generale non vuol sentir parlare di bicchiere mezzo pieno. «Non dobbiamo accontentarci. E se è vero che l'anno scorso una partita del genere avremmo potuto perderla, è anche vero che magari avremmo potuto vincerla».

Direttore, un buon pareggio a Bolzano?

«Sicuramente non abbiamo giocato su un campo semplice e prima di andarci avremmo anche firmato per il pari. Però dopo il primo tempo la sensazione era che potessimo fare di più. Diciamo che uno poteva anche farci la bocca a una possibile vittoria e poteva sperare in un aumento di ritmo nella seconda frazione».

E invece è accaduto il contrario…

«Sì, ci siamo accontentati sportivamente del punto e visto come era andato nei primi 45 minuti era lecito sperare in qualcosa di più. Invece abbiamo fatto maluccio e non abbiamo mai tirato in porta».

C'è stato un calo fisico evidente…

«Bisogna vedere se fisico o mentale. Io credo tutti e due. Abbiamo perso le idee e la lucidità per tentare di vincere la partita».

L'attacco ieri è apparso spuntato.

«In avanti hanno risentito del calo del centrocampo, che non riusciva più a prendere le seconde palle, né a impostare il gioco. Siega ed Arma sono calati, ma non sono stati messi nelle condizioni di avere palloni giocabili. Si sono dati da fare, hanno corso tanto, ma si è concluso poco».

Maltese con la Cremonese è stato il migliore. Ieri nel primo tempo ha confermato un buono stato di forma.

«Nel primo tempo hanno fatto bene anche Angiulli e Bruccini, poi nella ripresa sono apparsi tutti e tre appannati».

Parola anche ieri è stato una sicurezza.

«Credo che tutti e tre i difensori abbiamo fatto molto bene, anche Sabotic e Spanò. Meno bene invece gli esterni Frascatore e Mogos, che si sono persi nella seconda frazione di gioco. Perilli è stato bravo, anche se alla fine il Sudtirol non ha creato vere occasioni di gol e lo si è visto solo nell'ultima azione in mischia».

La Reggiana ha una panchina troppo corta? Forse ieri serviva qualche alternativa…

«In panchina c'erano Giannone, Bartolomei e Pesenti, che penso se la giocherebbero in qualsiasi organico di Lega Pro. Da adesso in poi se tutti staranno bene la Reggiana non avrà problemi con i cambi».

Dopo un trittico molto impegnativo, con Salò, Cremonese e Sudtirol, teme cali di tensione contro le piccole?

«Questo dipende da noi, come società, dirigenza, staff. Toccherà a noi tenere tutti sulla corda. Inoltre non è il caso di parlare di piccole, perché sarebbe sbagliato. Guardiamo a cosa ha fatto il Renate, che ha vinto 4-2 sul campo del Salò, mentre con noi poteva sembrare una squadra non pericolosa».

Cosa l'è piaciuto di più e cosa di meno della Reggiana di Bolzano?

«Mi è piaciuto il fatto che non abbiamo rischiato nulla, pur avendo di fronte bravi attaccanti. Mi è piaciuto meno il secondo tempo, dove mi aspettavo di più».

Il presidente Compagni ha detto che per ora non ci sono novità sull'ingresso di Vavassori in società, che invece era stato pronosticato come imminente . Il presidente è sembrato abbia lanciato un appello, dicendo che non può essere lasciato solo in questa avventura…

«Guardi, non ho novità nemmeno io. Questa domanda mi viene fatta spesso, perché sono legato a Vavassori e dunque la capisco. Ma non ho novità in proposito».

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