Restituite alla Grissin Bon le maglie rubate al palasport
Le casacche ufficiali della Pallacanestro Reggiana ritrovate in un sacchetto lasciato davanti alla biglietteria prima del match casalingo contro la Consultinvest Pesaro
REGGIO EMILIA. E’ stato ascoltato l’appello lanciato sul sito e sulle pagine della Gazzetta di Reggio dal direttore sportivo biancorosso Alessandro Frosini ed è stata restituita le quasi totalità delle maglie da gara della Grissin Bon. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.12357883:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/sport/2015/10/30/news/rubate-le-maglie-ufficiali-della-grissin-bon-dal-magazzino-del-bigi-1.12357883]]
Le casacche sono state ritrovate sabato di prima mattina in un sacco nero della spazzatura lasciato davanti alla biglietteria del palasport di via Guasco. Probabilmente il sacco era stato lanciato dall’esterno della cancellata durante la notte, visto che la sera prima non era stato notato durante le operazioni di chiusura dell’impianto. La squadra ha quindi potuto giocare la sfida con Pesaro indossando le maglie originali.
A trovare il sacco contenente le maglie bianche utilizzate per le partite interne sono stati gli inservienti del palasport all’apertura dell’impianto che hanno subito avvertito il team manager Filippo Barozzi.
All’appello mancavano soltanto tre maglie, quelle di Pechacek, Veremeenko e del giovane Lever, che non sono state restituite ma di cui il club fortunatamente disponeva altri esemplari, tanto da riuscire a completare la muta da gara. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12368547:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/11/01/news/basket-la-grissin-bon-batte-pesaro-83-66-1.12368547]]
Le casacche ufficiali del team, un modello non in commercio realizzato con una sofisticata tecnica digitale, erano state rubate da un armadio dei sotterranei del Bigi a metà settimana e subito era scattato l’appello del club che ne aveva chiesto la restituzione facendo leva sul fatto che fossero pezzi unici e quindi facilmente riconoscibili. Sperando proprio nella loro restituzione, la società aveva deciso di non sporgere immediatamente denuncia e, anzi, di lanciare un appello affinché potessero essere restituite. E, come per incanto, al momento del bisogno sono ricomparse, pronte per essere utilizzate in gara.
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