«La Correggese non ha avuto piena fiducia nei propri mezzi»
CORREGGIO. La Correggese ha smarrito la via della vittoria e contro la Sammaurese ha gettato cia due punti importanti. «Se abbiamo pareggiato è solo colpa nostra – spiega un rammaricato Giuseppe...
CORREGGIO. La Correggese ha smarrito la via della vittoria e contro la Sammaurese ha gettato cia due punti importanti.
«Se abbiamo pareggiato è solo colpa nostra – spiega un rammaricato Giuseppe Ponsat – non siamo stati in grado di gestire il vantaggio. Abbiamo fatto un bel regalo ad una diretta concorrente e questo non deve più capitare»
Cosa vi è mancato?
«La fiducia nei nostri mezzi. Abbiamo avuto paura di riuscirci. Ci siamo abbassati troppo invece di attaccare».
Giuseppe Ponsat è arrivato a metà settembre e nonostante la giovane età, vent'anni appena compiuti, ha un passato già importante. Originario del Torinese, ha militato nelle giovanili della Juve e poi nella Primavera del Vercelli, quindi due anni alla Novese in serie D e poi l'approdo in Emilia.
«Rispetto al girone A – avverte – è tutta un'altra storia. Quasi tutte le squadre sono forti ed hanno giocatori importanti. Le società sono molto più organizzate e anche gli impianti sono migliori».
Come sta Correggio?
«Molto bene ce ne fossero di società come questa: è organizzata non ti fa mancare nulla, c’è un bel gruppo dove si lavora bene. Ci manca solo di vincere qualche partita».
Lei è arrivato quando c’era Lazzini?
«Sono arrivato il sabato e lui la domenica dopo è stato esonerato, non ho fatto in tempo a conoscerlo».
Campedelli invece?
«Secondo me è molto bravo. Ci fa lavorare tanto ma soprattutto ci fa vedere dove e cosa sbagliamo. E' giovane, molto preparato e in ogni cosa mette l'anima. Secondo me potrà fare una gran bella carriera».
Lei ha sempre giocato come attaccante?
«Sono una seconda punta o un trequartista. Diciamo che giocherei meglio con una prima punta ma mi adatto».
Domenica andrete al Manuzzi di Cesena contro il Romagna Centro.
« L'importante non sarà l'avversario ma il modo un cuscenderemo noi in campo. Dobbiamo essere più determinati e non avere paura di nessuno».
Cosa vorrebbe fare... da grande?
«Continuare a giocare fino a che mi sarà possibile. Nel frattempo mi sono iscritto all'Università di Reggio con indirizzo marketing, vedremo cosa accadrà».(Mabi)
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