«Vincerà la Reggiana, può ambire alla B»
Lega Pro: l’ex granata D’Alessandro ha giocato anche nel Cuneo e ora vive a Reggio in attesa di trovare un nuovo club
REGGIO EMILIA. Pensi a Reggiana-Cuneo ed inevitabilmente il ricordo va alla doppia sfida salvezza del giugno 2013 quando il rigore di Alessi sancì in una partita incredibile che i granata sarebbero rimasti nell'allora C1.
A legare queste due squadre c'è un altro giocatore, ex collega proprio di Beppe Alessi, che dopo il trampolino di lancio a Reggio ed una parentesi agrodolce nella Reggina ha disputato un campionato con la maglia del Cuneo: Matteo D'Alessandro. Tuttora senza squadra, vive in città e segue con interesse il campionato di Parola e compagni.
Da doppio ex ricorda le esperienze nelle due città?
«Sui miei trascorsi alla Reggiana sapete tutto, è stata la società che mi ha fatto maturare e vivo tuttora qua con la fidanzata. Cuneo è stata una parentesi diversa perché all'inizio volevo restare alla Reggina, pur da fuori rosa. Era l'anno del campionato senza retrocessioni e nessuna società investiva quindi era difficile avere un contratto simile a quello di Reggio. Mi contattarono l'ultimo giorno di mercato da Cuneo, un’offerta allettante sia economicamente che come progetto. In quella città non si respira aria di calcio e si lavorava senza pressione ma la retrocessione, inattesa per una squadra ambiziosa come eravamo e i tanti problemi fisici mi hanno reso l'annata complicata».
Ha avuto altri contatti con queste società?
«Ho ottimi rapporti con entrambe. A Reggio ho di recente conosciuto il presidente Compagni ma hanno fatto scelte diverse che rispetto. A Cuneo giocano nel mio ruolo due ex compagni, sono già a posto».
La Reggiana la segue?
«Certo e mi fa piacere quando giro per la città essere ancora salutato dai tifosi».
Lunedì sera andrà a vedere la partita?
«Allo stadio è un po' che non vado, vedremo».
Cosa pensa di questo inizio di stagione della Regia?
«Sta facendo molto bene con la miglior difesa oltre ad essere l'unica squadra ancora imbattuta in Italia, da difensore è un fatto che inorgoglisce».
Quali sono i punti di forza della squadra?
«Non conosco molto i giocatori ma è una squadra che può ambire in alto».
Vede analogie con la sua Reggiana che si giocava la promozione in B?
«E' cambiato tutto dai miei tempi, fatico a fare paragoni. La mia Reggiana giocava meno bene ma era molto pratica, con giocatori esperti per la categoria e con un Paolo Rossi, fino all’infortunio, con numeri impressionanti poi, però, arrivammo ai play off contati. Quella di oggi è una Reggiana che tutti danno tra le favorite».
Che consigli darebbe a questi ragazzi giovani che si trovano lassù in classifica?
«Di non farsi prendere dalle pressioni quando si dovrà iniziare a vincere a tutti i costi, del resto i valori li hanno e lo stanno dimostrando con personalità e voglia di far bene ad ogni partita».
Come finirà Reggiana-Cuneo?
«Penso che vincerà la Reggiana, saranno campo valori ed aspettative diverse; non credo che loro siano in grado di venire a fare risultato».
Sa che questa partita tre anni fa valeva come spareggio per restare in C1?
«Lo ricordo bene, appena finita la stagione con la Reggina sono venuto subito a tifare per la Reggiana e, ironia della sorte, l'anno dopo ero a Cuneo a tentare di risollevare la squadra! L'anno scorso a Vercelli, con Bani e Ardizzone, ancora ci chiedevamo come fosse stato possibile vincere quello spareggio».
Pensa sia finalmente l'anno buono per la promozione?
«Già l'anno scorso pensavo che i play off fossero alla portata della Reggiana invece andò come andò. L'ossatura è rimasta, sono arrivati acquisti giusti che si sono inseriti bene e poi mi sembra che ci sia un ottimo allenatore che sa rapportarsi bene anche coi tifosi e con la stampa. Per ora meritano i complimenti e spero che riescano nell'impresa».
Lei è sempre fermo?
«Sono svincolato e dopo la scottatura di Monza non voglio più commettere questi errori. Aspetto qualcosa che mi dia stimoli al di là del lato economico, la voglia di partire c'è e sono stanco di stare a guardare. Potrei decidere, da valtellinese, di fare un anno all'estero in Svizzera, ho già un buon bagaglio di esperienza e tante persone care che mi supportano e penso di avere i numeri per poter tornare, in futuro, a competere in serie B o C italiana. Per ora ci tengo a ringraziare molto Mattia Orlandini, personal trainer alla palestra Eden, che mi sta aiutando molto a mantenermi in forma».
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