Grissin Bon, il tris è vincente
Contro Le Mans, terzo successo dei biancorossi che si avvicinano alla storica qualificazione
REGGIO EMILIA. Non certo un’ipoteca sulla qualificazione alla seconda fase di coppa, ma è comunque un deciso passo avanti verso l’obiettivo, quello che ha compiuto la Grissin Bon sbarazzandosi dei francesi di Le Mans. Squadra non facilissima da battere, a dirla tutta: verticale, atletica ed equilibrata, la formazione d’oltralpe ha infatti dato filo da torcere ai reggiani ancora privi di Kaukenas.
Per combattere le pedine nere francesi, Max Menetti mette sulla scacchiera ancora una volta muscoli e centimetri: Aradori in guardia, Silins in ala piccola e quindi Polonara e Lavrinovic, oltre al play Gentile.
E’ positivo l’avvio reggiano. Lo dice la concentrazione con cui i biancorossi giocano e lo conferma anche il tabellone luminoso del Bigi che dopo neppure 3’ mostra il punteggio di 9 a 4. Non ce la fa però la Grissin Bon a scappare, con i muscoli e con la testa i francesi si rimettono presto in corsa. Sfugge alla morsa difensiva di Silins, l’ex Strasburgo Gelabale che, con un gol di gran classe, sorpassa alla metà del quarto (9-10). E per fortuna che di qua c’è Aradori che fa tutto: segna e, dopo l’air ball di Gelabale, serve alla perfezione Veremeenko. Suo è anche il canestro del 16-13 al 6’. A finire l’opera è poi Della Valle, con il gioco da tre punti che sancisce il break di 10 a 0.
Accusano il colpo, gli ospiti ma rialzano presto la testa: Lofton alza il muro contro cui s’infrange l’ondata reggiana. La progressione francese prosegue infatti inarrestabile sino al -1 (23-22) che chiude il primo quarto. Con la squadra zeppa di giovani (Pechacek dentro assieme a Lavrinovic per dare centimetri sotto, il 17enne Strautins, Della Valle e De Nicolao), Reggio non regge l’urto. Pecca in difesa, la Grissin Bon, e James e Konate affondano il coltello, firmando il controbreak da 11 a 0 per il 23-29 dopo 2’ del secondo periodo.
La fisica difesa francese manda in tilt l’attacco reggiano, fermo sino al 4’ quando Della Valle infila dai 5 metri il tiro che porta al -6 (27-33). Aiutato dalla mano di Gentile, Della Valle s’inventa poi il gioco da tre punti che rimette i suoi in corsa, ma la chiave della riscossa reggiana è anche nella zona press che congela quanto basta l’attacco ospite, in difficoltà senza il regista americano McKee.
Richiamato in fretta e furia in campo, il play americano non riesce però a frenare la corsa reggiana. Aradori, sempre lui, autografa il -2. Dopo il centro di Amagou, graffia ancora con violenza Della Valle. Ed è il 40-41 a -2’30” alla pausa lunga. Sorpassa poi Gentile con un tiro splendidamente costruito dalla media e di nuovo lo scatenato Della Valle sgancia la bomba del 46-41 che va a chiudere la prima parte di gara.
Di prepotenza Reggio s'invola sul +10 (51-41) nei primi istanti della ripresa. I punti di Dozier e il talento monitorato dall'Nba Cornelie dicono che la partita non è finita. La gara è ormai battaglia vera con i francesi che mettono le mani dappertutto, senza che gli arbitri pongano freni alla situazione. Ci deve pensare un tonico Silins, per due volte a segno dai 6.75, ad allontanare l’assalto ospite. Ribadisce il concetto Della Valle, la cui mano rovente mette la bomba del nuovo +9 (64-55). Dell’inconsistenza difensiva sul perimetro del Le Mans ne approfitta per ben due volte sul finire di quarto anche Polonara, mentre Reggio difensivamente chiude a meraviglia. Sulla sirena che chiude il terzo periodo trova la tripla anche De Nicolao, così che negli ultimi 10’ del match si entra sull’eloquente 72-57.
Resta protagonista assoluta in campo, la Grissin Bon. Dopo 2’ del quarto periodo, Reggio viaggia serena sul 76-60. Si gioca il tutto per tutto, la squadra francese affidandosi ad Amagou ed approfittando del momento di appagamento dei reggiani. Che si risvegliano però alla veloce e, macinando canestri in un niente, riescono a toccare l’82 a 63. Ci riprovano gli ospiti, ma Reggio non si fa sorprendere. Nel finale la voglia di strafare dei galvanizzati biancorossi fa dimenticare che in coppa c’è da pensare anche alla differenza canestri. L’occhiataccia di Menetti a Gentile and co. su cui scorrono poi i titoli di coda del match dovrebbe però essere arrivata a destinazione.
Martedì si andrà nell’assolata Gran Canaria con la voglia di provarci e, forti del tris già calato sul tavolo, anche con la consapevolezza che il colpo si può fare.
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