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Perilli vola sempre più alto «Voglio la B con la Regia»

di Juri Panciroli
Perilli vola sempre più alto «Voglio la B con la Regia»

L’estremo difensore, dominatore dell’area granata, è imbattuto da 615’ «Non prendo gol? In campo non ci penso. E anche fuori, per scaramanzia»

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REGGIO EMILIA. L’imbattibilità della Reggiana ha il volto sorridente e l’accento romano di Simone Perilli, che da 615’ non subisce reti.

L’estremo difensore, classe 95, è una scommessa vinta del dg Raffaele Ferrara, che lo ha strappato in estate al Sassuolo, ma anche del tecnico Colombo che non ha avuto paura a farlo debuttare in Lega Pro, nonostante la giovane età.

Come si sente da portiere meno battuto d'Italia?

«Come al solito, restando umile, perché al primo gol si torna sconosciuti come prima. Per ora ci godiamo il momento, cercando di restare i meno battuti partita dopo partita».

Ha contato tutti i minuti di imbattibilità?

«Sono più di 600 ma ci penso il meno possibile perché la scaramanzia è tanta».

Ci pensa quando gioca?

«Assolutamente no. Se pensassi ad altro prendo subito gol perciò è molto meglio stare concentrati sulla gara».

Di chi sono i meriti di questa difesa di ferro?

«Penso di tutta la squadra perché ci si difende in undici e si attacca sempre in undici: da Parola e Sabotic, fino ad arrivare ad Arma, non c'è un vero protagonista di questo risultato se non il gruppo intero».

La difesa a tre ha aiutato oppure è questione di mentalità?

«Cambia poco, conto la mentalità».

Si aspettava di giocare titolare subito?

«Questa scelta era, ed è, del tecnico ma io ero arrivato qua come un portiere che si doveva guadagnare il posto e per questo ringrazio della fiducia la società».

Quali sono i suoi margini di miglioramento?

«Tutti possono migliorare in tutto, poi a certi livelli i particolari fanno la differenza. Nel mio caso devo migliorare sulle palle basse, nelle uscite alte e sulla forza».

Come si trova a lavorare con Claudio Rapacioli?

«Ho un bellissimo rapporto come con tutti i miei precedenti preparatori perché siamo sempre insieme, noi portieri stiamo con la squadra solo gli ultimi 20' prima della partita e tutto il resto del tempo lo passiamo con loro. Il mister è molto tosto e tutti i giorni lo stipendio te lo fa guadagnare ma a me piace faticare».

Sembra molto contento di aver scelto la Reggiana.

«La scelta è stata giusta e non me ne pentirei nemmeno se le cose andassero meno bene».

E’ il momento dei giovani.Cosa pensa di Donnarumma, titolare nel Milan a soli 16 anni?

«Provo un po’ di invidia perché quando ero in quella categoria non sono riuscito ad emergere quindi rendo merito a lui ma anche all'allenatore perché ci vuole un bel coraggio, a quei livelli, ad affidare la porta ad un giovane senza esperienza rispetto ad un trentenne».

Se dietro le cose sono a posto, davanti perché si fatica a segnare?

«Dipende dagli avversari: se si difendono in undici è difficile attaccarli poi, se trovi il gol, ne fai quattro e dice che l'attacco della Reggiana è mostruoso».

Lunedì affrontate il Cuneo...

«Una gara brutta come col Sudtirol perché loro si chiuderanno dietro ma almeno giocheremo su un campo in condizioni migliori di quello di Bolzano».

Cosa chiede a questa esperienza in maglia granata?

«Di arrivare il più un alto possibile, perché Reggio non merita queste categorie per il blasone e per il pubblico».

O è lei a non meritare queste categorie?

«Per adesso sto dimostrando qualcosa in più ma alla fine magari cambierà tutto. Speriamo che questa affermazione la possiate fare a fine anno».

Il suo modello?

«Non ne ho, ma Buffon è il miglior portiere in circolazione».

A Reggio con chi vive?

«Con la mia ragazza. Ma anche i miei genitori quando possono salgono da Roma, con la Tav in due ore sono già a Reggio».

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