«Do sempre il 100% per andare avanti»
Il mastino Pietro Aradori: «Quando si scende in campo c’è una forma di rispetto verso i tifosi che deve essere osservata»
REGGIO EMILIA. «...Perché il popolo vuole tifare eroi che siano esattamente come lui: gente che deve dare il 100% per andare avanti contro qualcosa di più grande, forte, grosso». Ha affidato a un messaggio su Facebook il suo credo, l’esterno biancorosso Pietro Ararodi e il “popolo” del web è impazzito.
Parole forti, le sue. Da combattente vero...
«E’ nella mia mentalità. Ho preso queste parole e le ho fatte mie perché quando si scende in campo, al di là di vincere o perdere, c’è una forma di rispetto che va osservata verso chi viene a vederti e paga il biglietto per farlo».
Parole che fanno anche pensare che in biancorosso lei si trovi bene. E’ già amore, qui?
«Sto facendo bene io e sta facendo bene il team. Non è casuale se le cose vanno di pari passo. A Reggio ho trovato un bell’ambiente, il club è ben organizzato e noi siamo un bellissimo gruppo. Il nostro allenatore Max Menetti è molto preparato e aiuta molto la squadra».
Nelle prossime settimane questa squadra sarà messa a dura prova. Vi aspettano infatti quattro trasferte fra coppa e campionato parecchio impegnative...
«Partiamo da Cremona che è una bel team, sostenuto da un gran pubblico. Poi ci aspettano altre tre gare fuori (in coppa Gran Canaria, in campionato a Venezia e poi ancora in coppa a Brindisi, ndr). Vincerle tutte non è facile né scontato, ma noi ci proveremo».
Il 15 novembre tornerà a Venezia con cui ha giocato gli ultimi play off. Con che spirito affronterà questa gara?
«Lo stesso con cui affronto tutte le altre. A Venezia sono stato tre-quattro settimane e le cose non sono andate come avrei voluto io e come avrebbe voluto il club. Ora gioco nella Grissin Bon e so che a Venezia ci aspetterà una gara dura».
Arrivando a Reggio dopo l’esperienza in laguna dichiarò di esser venuto per dimostrare di non essere un giocatore finito. Crede di aver già raggiunto l’obiettivo, anche se il campionato è iniziato da un mesetto appena?
«In realtà io non dovevo e non devo dimostrare niente a nessuno. La mia carriera parla per me. All’epoca sentivo mormorare voci di chi teneva in considerazione soltanto la mia esperienza a Venezia e non quanto avevo fatto nei mesi precedenti in Turchia e in Spagna, per questo motivo feci quella dichiarazione».
Che obiettivi di crescita personale s’è posto per la sua prima annata reggiana?
«Parto sempre con la mentalità di diventare sempre più completo e importante partita dopo partita, allenamento dopo allenamento».
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