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Gentile: «Dobbiamo cambiare atteggiamento»

di Riccardo Bellelli
Gentile: «Dobbiamo cambiare atteggiamento»

Il play biancorosso: «Necessario adattarsi alla competizione che affrontiamo»

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REGGIO EMILIA. La sconfitta a Cremona contro la Vanoli non è certo una tragedia a questo punto della stagione, ma ha ricordato a molti delle scene già viste poco tempo fa in terra di Sicilia, e tra i molti c'è anche Stefano Gentile: «Come a Capo d'Orlando ci siamo persi per strada dopo un buon inizio. Abbiamo perso il ritmo in attacco e siamo crollati. Abbiamo segnato troppo poco, anche se abbiamo concesso soli 68 punti alla Vanoli in casa sua, se segni appena 61 punti, non vinci da nessuna parte. Credo sia questo l'aspetto su cui lavorare ora, l'attacco».

Il play biancorosso comunque non drammatizza: «Stiamo seguendo un percorso di crescita, e come in tutti i percorsi si fanno dei passi avanti ma a volte anche qualche passo indietro».

Non le sembra che anche la difesa sui loro esterni sia saltata?

«I loro piccoli sono stati bravi ad attaccarci, ci hanno creato difficoltà, ma alla fine hanno segnato solo 68 punti. Per me è l’attacco da sistemare».

Come spiega questa doppia faccia della Grissin Bon in Eurocup e in campionato?

«Il doppio impegno porta un po’ di stanchezza. Capita che la gara con meno aspettative, proprio perché sai che non parti favorito, la giochi al massimo delle energie poi ti capitano quelle dove si dà un po' per scontato che vincerai e lì rallenti il ritmo e perdi».

Ora vi attende un avversario che non fa mancare le motivazioni, Gran Canaria. Che partita sarà?

«E' un avversario completamente diverso dalla Vanoli, questa volta saranno loro ad avere tutta la pressione addosso. Sulla sua forza non ci sono dubbi, lo scorso anno erano in finale».

Il modo diverso di giocare in coppa, come influenza le prestazioni?

«In Eurocup ci sono più contatti fisici perché lasciano fare, in campionato fischiano in modo molto più severo. Dobbiamo essere bravi a cambiare atteggiamento a seconda della competizione che giochiamo».

Preferite il metro arbitrale europeo?

«Abbiamo molti giocatori abituati alle gare internazionali, per loro il metro normale è quello delle coppe, quindi c'è un po' più di difficoltà ad adattarsi a quello del campionato».

Della trasferta di Cremona c'è qualcosa da salvare?

«Salvo la voglia di lottare, non abbiamo mai mollato, nemmeno sul -15».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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