L’orgoglio di Rossi: «Voglio la rivincita»
MotoGp: il finale al veleno. Difficile pensare che possa proseguire la convivenza con Lorenzo alla Yamaha
Iwata, abbiamo un problema. Ecco il senso chiaro e limpido del messaggio lanciato da Valencia e indirizzato alla casa madre Yamaha.
Ma, più in generale, a tutto il microcosmo del Motomondiale. Perché se è vero che un finale di stagione così massacrato dalle polemiche non si era mai visto, il 2016 promette di essere ancora più rovente. Anche perché Valentino Rossi è caricatissimo dal torto subito e si prepara a una nuova stagione, probabilmente l’ultima, da protagonista: «Voglio la rivincita» ha detto.
Sarà bene comunque che chi di dovere (Dorna e Fim) si affretti a premere il tasto 'reset' nella testa dei protagonisti di questo infuocato finale di stagione della MotoGp.
Nel frattempo, sull'asse Italia-Spagna le emozioni non si placano e se l'una invoca ‘Valentino vincitore morale’, l'altra grida al ‘mito caduto nel fango’. La Yamaha dovrà ricostruire dalle macerie la convivenza tra il neo campione del mondo Jorge Lorenzo e Valentino Rossi. Amici non sono mai stati, ma ora il livello di tolleranza è precipitato ai minimi storici. E non si vede su che basi possa risalire, anche se entrambi hanno ancora un anno di contratto. Loro assicurano che la convivenza non sarà un problema. Difficile dargli fiducia, viste le dichiarazioni rigurgitate nell'immediato dopo gara dell’altro ieri.
Il maiorchino, sulla stampa spagnola, poi non ha ammorbidito i toni, anzi: «Valentino l'ha presa così male perché si rende conto che questa probabilmente era la sua ultima chance di vincere il decimo Mondiale». Lin Jarvis, managing director della Yamaha, ha ripetuto che la squadra non cambierà. Non bastasse, la tempesta che scuote il mondo delle due ruote ha un secondo fronte, potenzialmente anche più distruttivo: quello apertosi a Phillip Island tra Rossi e Marc Marquez. Accusato senza mezzi termini dal primo di averne scientemente sabotato la corsa al titolo per ritorsione dei - supposti - sgarbi subiti in Argentina ed Olanda.
«Guardaspalle» di Lorenzo l'ha definito Rossi, suscitando la reazione di Shuhei Nakamoto, vicepresidente esecutivo Honda Hrc: «Valentino è un grande campione ed anche una persona intelligente. Speriamo che con il tempo, quando le acque si saranno calmate, possa rivalutare ciò che è accaduto ed accettare che la gara di Valencia è stata il degno finale di una stupenda stagione. È un vero peccato rovinarla».
Gli spagnoli, intanto, si indignano alle parole del campione pesarese, almeno nei titoli dei giornali. Ma gli appassionati di motociclismo sembrano dargli ragione. Secondo un sondaggio del foglio sportivo As, che chiedeva se Marquez avesse veramente aiutato il connazionale ai danni del Dottore, il 51,2% ha risposto sì contro il 48,7% di no. Lo stesso quotidiano parla di «rabbia infantile». Abc ha scritto che Rossi «perde male» e «sporca il titolo di Lorenzo, attaccando Marquez». Marca in prima pagina ha definito Rossi «Un mito nel fango».
«Valentino è il vincitore morale» del Mondiale per il presidente del Coni, Giovanni Malagò. «Da 20 anni è lo sponsor più grande della MotoGp. Come vendetta sportiva l'ideale sarebbe ritirarsi e passare alla SuperBike. Senza di lui il mondo della moto perde il 50%» gli suggerisce l'ex commissario tecnico Marcello Lippi.
Infine Rossi ha ricevuto il sostegno del presidente della Federmotociclismo, Paolo Sesti: «Era abbastanza evidente che fosse già tutto preordinato per far perdere il mondiale a Valentino. Ho parlato con lui sia prima che dopo la gara e ha ragione. Le colpe però vengono da lontano, da una carenza di gestione da parte dell'autorità sportiva e del promotore che hanno perdonato troppo a tanti».
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