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«La Reggiana tradita dalla frenesia»

di Jacopo Della Porta
«La Reggiana tradita dalla frenesia»

Il dg Ferrara dopo il primo ko della stagione con il Cuneo: «Tanto furore agonistico, ma non si è visto il gioco»

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REGGIO EMILIA. «Nel secondo tempo ci siamo fatti prendere dalla frenesia di voler riprendere gli avversari a tutti i costi. Abbiamo giocato troppo con i lanci lunghi e costruito poco». Per il direttore generale Raffaele Ferrara questa è stata la chiave della sconfitta rimediata lunedì sera dalla Reggiana al Città del Tricolore contro il Cuneo.

Nel primo tempo ha visto una squadra migliore?

«Diciamo che c’era più ordine tattico».

Lei e Colombo avevate messo in guardia la squadra dalle insidie delle cosiddette piccole. Sieti stati profetici…

«Queste partite sono sempre un po’ difficili. Con avversari che pensano a difendersi non è semplice. Loro poi hanno trovato la rete nell’unica occasione che hanno avuto. Ma del resto lo ripetiamo dall’inizio che questo è un girone complicato. Basta guardare a cosa hanno fatto le altre, la sconfitta del Bassano in casa, il pareggio del Pavia sul campo del Renate».

C’è stata forse un po’ di sufficienza nel primo tempo?

«Come giochi dipende molto anche dagli avversari. Loro aspettavano e noi non riuscivamo a fare gioco. Nel secondo tempo ci siamo buttati a capofitto, ma in modo confusionario».

Sulle fasce la squadra ha proposto davvero poco…

«Come le dicevo ci siamo affidati ai lanci lunghi e dunque il gioco ne ha risentito».

La Reggiana ha subito tre sole reti. Ieri è andata sotto per la seconda volta dall'inizio del campionato. Se doveva essere un test per valutare la reazione dei giocatori diciamo che l'esito non è stato positivo.

«Forse è scattato qualcosa a livello mentale, c’era tanta gente allo stadio, si doveva recuperare la gara subito. Il risultato è stata la troppa frenesia».

Il vantaggio dei piemontesi è nato da un errore a centrocampo…

«Non uno solo. Una serie di errori individuali, di quelli che comunque capitano nel calcio. Ma Perilli non è mai stato impegnato in tutta la partita".

Giannone le è piaciuto?

«Nel primo tempo ha giocato bene, poi nella ripresa forse ha patito un po’ per mancanza di condizione ottimale e perché tutta la squadra non ha espresso gioco e si è affidata alle palle lunghe».

Ieri Vavasorri era in tribuna e ha tranquillizzato tutti. Ha detto che non ci sono problemi con la società granata.

«Lo dico da tempo, ma poi mi si dice che getto acqua sul fuoco. E' così, problemi non ne vedo né da una parte né dall'altra».

Novità sul fronte calciomercato?

«Non posso che confermare quello che ripeto da tempo. Si aprirà soltanto a gennaio. Prima, stando così le cose, non abbiamo intenzione di tornarci. Tra l’altro stanno tornando tutti a disposizione, a giorni anche Nolè».

Sabato si gioca con la Pro Patria. Inutile dire che non va sottovalutata...

«Vediamo di fare una buona partita e di cercare di tornare alla vittoria per restare in alto. Dobbiamo dare il massimo, poi per ora essere primi o secondi conta poco».

La sconfitta casalinga di lunedì quanto peserà?

«E' stata inaspettata ed è dura da digerire. Ma nel calcio bisogna guardare sempre avanti. Ora dobbiamo pensare solo a sabato. Il Cuneo è già presitoria».

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