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“GUERRA” TRA FIBA EUROPA ED EUROLEAGUE

Coppe, verso nuovi criteri di accesso

Coppe, verso nuovi criteri di accesso

La tendenza porta ad un circuito chiuso di club, modello Nba

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REGGIO EMILIA. Grandi novità in vista per le prossime stagioni europee, un discorso che riguarda molto da vicino anche l’ambiziosissima Grissin Bon. Lo scenario è quello di una guerra a (neppure troppo) bassa intensità fra Fiba Europa, la federazione europea, ed Euroleague, che da tempo organizza il torneo omonimo, erede della Coppa dei Campioni e l’Eurocup a cui partecipa anche Reggio.

Dopo anni di “dominio” Eurolega, la Fiba ha reagito annunciando di voler realizzare direttamente la prima coppa europea a partire dal 2016/17, e ha ottenuto l’appoggio delle principali federazioni, fra cui quella italiana. A decidere, però, sono principalmente le leghe e le squadre stesse, a cui l’Euroleague può offrire contratti più sostanziosi e più garanzie (licenze pluriennali).

Nel progetto Fiba, ci sarebbero state otto “aventi diritto” a cui unire altre otto formazioni tramite tornei di qualificazioni e convocazioni: l’Italia avrebbe avuto un posto fisso per la vincitrice scudetto ma nessuna licenza pluriennale. Euroleague ha risposto mettendo in campo i carichi da undici, in primis un accordo con la società di promozione IMG che porterà 360 milioni di euro in dieci anni. Il nuovo progetto di Eurolega prevede un campionato a 16, con 11 già fisse fra cui Milano. Le altre 5 saranno la vincitrice dell’Eurocup, tre vincenti di scudetti nazionali e la trionfatrice di un gironcino secco a 8. Le 16 contendenti si sfideranno poi in un girone all’italiana che stabilirà gli accoppiamenti play off sino alle Final Four.

A caduta, muterà pelle anche l’Eurocup, che avrà 24 squadre, 21 dai vari campionati più 3 wild card da assegnare. La formula prevede due turni all’italiana per arrivare a quarti e semifinali con andata e ritorno e una finalissima in gara secca. Queste sono le linee guide, diverse cose potrebbero ancora cambiare, di certo però l’Euroleague punta verso questa direzione e conta sul sostegno chiaro di club e leghe, potendo garantire una ricaduta economica molto forte. Si tende verso un circuito chiuso, tipo NBA, con uno zoccolo di squadre fisse e modalità di accesso molto complesse. La scrematura sarà ancora più complicata, però – per una formazione in crescita come la Pallacanestro Reggiana – entrare in questo circolo sarebbe una consacrazione notevole.

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