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La Grissin Bon in Europa cambia pelle

di Adriano Arati
La Grissin Bon in Europa cambia pelle

Numeri e risultati evidenziano la differenza di rendimento dei biancorossi tra campionato di serie A ed Eurocup

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REGGIO EMILIA. Il cammino della Grissin Bon appare più costante in Eurocup che in campionato, dove i biancorossi alternano ottime gare ad altre di sofferenza e a due cedimenti inaspettati, sempre in trasferta e contro squadre di bassa classifica: Capo d’Orlando e Cremona.

In coppa, invece, Reggio ha sempre mostrato grande determinazione, rimanendo imbattuta nelle due gare casalinghe e facendo una bella impresa a Ludwigsburg. Anche le due sconfitte sono arrivate “in bello stile”, contro formazioni con rose da Eurolega di enorme fisicità e comunque sempre giocandosela sino ai finali. Su quello c’è da crescere, ma l’approccio è sempre stato buono, d’altronde il fascino della competizione europea di vertice regala motivazioni extra. Dal punto di vista delle cifre, invece, le differenze non sono così evidenti, e anche giocatori che sembrano appannati offrono buoni numeri. Alcuni dati però emergono, e raccontano delle due dimensioni molto diverse di cui si parla.

I NUMERI. Nelle prime 6 gare di campionato Reggio segna 81 punti di media, figli dei quasi 91 nelle 4 vittorie e dei miserrimi 6.15 nei 2 ko, tirando col 51.3% da 2, il 35.3% da 3 e il 73% ai liberi e aggiungendo 36.2 rimbalzi e 15 assist. Nelle 5 sfide in coppa si passa a 78.8 punti con il 54.8% da 2, il 38,8% da 2, il 79.4 ai liberi, 28.8 rimbalzi e 16.6 assist. Qualche punto in meno, senza però distacchi abissali fra vittorie e sconfitte e dati migliori in attacco; sia per percentuali che per assist.

Un segnale che Reggio in Eurocup esegue un poco meglio, cerca soluzioni migliori ed è maggiormente focalizzata. Ed è costretta a farlo, perché rispetto all’Italia il suo tonnellaggio non è elevatissimo. Non a caso c’è una differenza di quasi 8 rimbalzi catturati e i lunghi avversari sono stati sempre decisivi nelle due sconfitte. Reggio in Europa torna alla sua vecchia natura di squadra leggera e perimetrale, che deve sopperire con tecnica ed esecuzione alla differenza fisica. L’assenza di Veremeenko in questo ha inciso, perché l’unico giocatore adatto agli autoscontri è in bielorusso e senza di lui la durezza cala, inevitabilmente. Nonostante questo “svantaggio”, in coppa Reggio ha però risposto bene, senza mai farsi invischiare in ragnatele tattiche come invece accaduto con Cremona e Capo d’Orlando. E di sicuro, in Europa Menetti non ha dovuto lavorare per motivare i suoi, mentre contro squadre di bassa serie A forse la tensione è stata lasciata parzialmente per strada.

I SINGOLI. I più costanti sono Aradori e Della Valle. Aradori è stato preso per questo, ha tecnica corpo ed esperienza da Europa ed è quello che meno sta pagando lo scotto, dividendosi fra 15.8 punti del campionato e i 13.4 europei. Della Valle si conferma in crescita e privo di timori: in coppa, contro guardie fisiche ed esperte, segna comunque 15.5 di media contro gli 11.8 italiani. Rimane produttivo, nonostante venga da due anni senza soste, Polonara: in serie A garantisce 10.7 punti e 7.3 rimbalzi, in Eurocup sale a 13 punti e 7.4 rimbalzi. Chi scende un poco, contro centri grossi che quantomeno possono provare a opporsi alla sua classe superiore, è Lavrinovic. In Italia porta alla causa 12 punti e 3.5 rimbalzi, in coppa 9.2 e 2.4, pur continuando a essere il fulcro dell’attacco con le sue letture.

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