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«Sogno di trionfare sulle nevi di Kitzbuhel»

di Luigi Vinceti
«Sogno di trionfare sulle nevi di Kitzbuhel»

Sci, il campione reggiano Giuliano Razzoli aspetta il via della Coppa del mondo «Ho gestito bene la preparazione, peccato la cancellazione della gara di Levi»

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VLLA MINOZZO. La cancellazione della gara di Levi, in Finlandia, che domenica prossima avrebbe dovuto aprire la stagione agonistica di Coppa del Mondo di slalom speciale, ha acceso nel campione reggiano Giuliano Razzoli emozioni contrastanti. Da un lato il sollievo di non dover affrontare una pista che, in passato, gli aveva regalato ben poche soddisfazioni. Tanto che il risultato migliore lo ha ottenuto lo scorso inverno con un 12° posto. Dall’altro il rammarico di non poter collaudare subito le proprie condizioni atletiche.

«Quest’anno - spiega l’olimpionico di Vancouver - ho potuto gestire abbastanza bene la preparazione senza subire alcun serio incidente e quindi mi ripromettevo di verificare concretamente il mio stato di forma. E’ dallo scorso settembre che sto lavorando sui ghiacciai. E invece sono stato costretto a fermarmi, a rimandare tutto».

Che sensazioni stava provando?

«Positive. Non ho lamentato particolari ostacoli e quindi ho sciato con molta serenità. In sostanza ero molto ottimista e speravo di cominciare finalmente con un buon risultato. Magari con il botto».

La Coppa del mondo è però densa di appuntamenti soprattutto nei primi due mesi del nuovo anno. Un piccolo ritardo non può guastare più di tanto...

«Questo è vero e, dunque, non mi faccio tanti problemi. E’ a gennaio e febbraio che si concentrano le gare importanti della Coppa e poi occorre restare al meglio sino a marzo».

Dove le piacerebbe maggiormente conquistare un traguardo davvero importante?

«Non ho dubbi, vorrei brillare a Kitzbuhel, in Austria, dove mi sono spesso battuto con i migliori ma dove ho guadagnato soltanto due podi e due quarti posti».

Nella prossima stagione ci saranno avversari nuovi o vecchi rivali che teme più di altri?

«Rispetto tutti ma non temo nessuno. Ci misureremo su piste diverse, in condizioni che non sono quasi mai uguali e le sorprese sono quindi sempre da mettere in conto. In partenza però siamo tutti alla pari e solo gareggiando si scopre chi sta sciando meglio».

Dopo la presenza a Skipass ha avuto altri impegni di rappresentanza?

«No, in questi giorni sono stato in Federazione ma senza obblighi ufficiali».

Allora può dedicarsi un poco anche alla sua bella cantina colma di specialità enologiche?

«Sì (sorride, ndr) e sta diventando sempre più ricca. Ma spero di poterla alleggerire un poco con gli amici se riuscirò a centrare qualche risultato di rilievo».

Per ora dunque è soltanto un arrivederci al 13 dicembre, nella francese Val d’Isere, pochi giorni prima del suo compleanno.

«Ecco, quella potrebbe essere una splendida occasione per farmi un bel regalo».

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