Grissin Bon, terzo ko in 9 giorni
I biancorossi cadono anche contro la Reyer Venezia, pesa l’assenza di Veeremenko
INVIATA A VENEZIA. In laguna la Grissin Bon affonda per la terza gara consecutiva in nove giorni. Si lottava per conquistare il secondo posto, nel posticipo al Taliercio, nella domenica in cui una Milano in crisi nera si suicida a Torino.
Ma è Venezia a gridare di gioia al termine di una gara che nessuna delle due contendenti interpreta in modo impeccabile. Troppe, troppe palle perse in casa veneta (alla conta finale saranno qualcosa come 20) mentre Reggio Emilia paga un inizio problematico in attacco.
Su tutti parlano i numeri di Achille Polonara (a secco sino al 1’ della ripresa), Darjus Lavrinovic che nel primo quarto tira con un misero 17% dal campo e Pietro Aradori, protagonista poi della fiammata nel terzo quarto, che sente parecchio la sfida contro la sua ex squadra e arriva all’intervallo con due miseri punticini in carniere, mettendo poi insieme un pesantissimo 1/4 dalla lunetta nei secondi conclusivi del match, quando forse l’impresa era ancora possibile.
Reggio, nel sempre caldo Taliercio, paga anche l’assenza di Vladimir Veremeenko, ai box causa infiammazione alla schiena.
La gara si apre sulle note della Marsigliese per onorare le vittime degli attentati di Parigi, fra loro anche la veneta Valeria Solesin cui la curva Reyer dedica cori e uno striscione.
Al via Menetti mette dentro Gentile, Della Valle, l’ex Aradori, Polonara e Pechacek. Incapace di sfruttare l’occasione d’oro che gli arriva dall’infortunio di Veremeenko, il giovane ceco sarà un pianto per tutti gli 11 minuti in cui resta sul parquet, compiendo una serie di scelte scellerate e ingenuità a go go. Equilibrata ed emozionante, la gara procede equilibratissima. Al primo gong le due contendenti arrivano sul 20 pari con Reggio che non ottiene il dovuto da Big Darjus (1/6 nei primi 10’), mentre di là i veneziani contrastati dai difensori biancorossi danno il via alla sagra delle palle perse.
Equilibrio e brividi anche nel secondo periodo di gioco, in cui la Reyer sprinta. Il tecnico fischiato a Lavrinovic per una simulazione “calcistica” fa da volano a Venezia che trova un indiavolato Owens che per due volte vola in testa a Big Darjus. A dare ossigeno alla Grissin Bon è la tripla di Kaukenas che tiene i suoi a contatto. All’intervallo si arriva sul 39-41 per i reggiani.
Fa sognare la splendida progressione di Aradori che, nel terzo quarto, infila 9 punti sotto il naso degli attoniti difensori veneti. E’ la dolcissima illusione del +7 (57-50 al 4’). Che alla veloce Venezia fa svanire.
Owens è imprendibile e pian piano colma il gap, nonostante lo splendido dualismo offensivo con Lavrinovic che s’innesca. Al terzo gong, Reggio è ancora avanti (62-65) ma è chiaro qual è il trend.
Nei minuti decisivi dell’ultimo quarto, il talento 22enne Tonut innesca il turbo e risulta imprendibile tanto per Della Valle (andato in tilt) quanto per Kaukenas che ha sì rabbia ma poche gambe e poca freddezza. Il figlio d’arte è l’attore protagonista della progressione dei padroni di casa, caricati pure da un pubblico rovente.
Sono del figlio del grande Alberto i canestri che spingono i lagunari sino al + 5 (78-73 al 6’). Un positivo Gentile la mette da tre e tiene Reggio a galla, ma l’inerzia della gara è ormai della formazione di Carlo Recalcati. Il 3/3 di Jackson a -2’40” porta all’81 a 76. Qui Aradori viene atterrato in malo modo. Dalla riga bianca, la sua mano però trema per uno 0/2 che pesa come il piombo.
Segue il libero dell’ex Ress (1/2) per il -6 reggiano. Di classe, Lavrinovic ci mette una pezza ma il cronometro corre e Venezia è bravissima a farlo viaggiare forte.
Ancora Lavrinovic regala un brivido alla sessantina di ultras biancorossi che non ha smesso per un solo istante di farsi sentire nella bolgia del Taliercio. E’ il -2 (84-82) a 1’ scarsino al gong. Di prepotenza Jackson si prende due punti, quindi sul quinto fallo di Owens, Aradori sbaglia ancora due liberi pesanti a poco meno di 45” ancora da giocare.
Non lo imita Green che non fallisce i quattro tiri liberi che chiudono la sfida sul punteggio di 87-83. E per la terza volta in nove giorni bisogna masticare amaro.
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