Menetti: «Come a Gran Canaria ci è mancata cattiveria nel finale»
Il coach comunque soddisfatto della prova dei suoi e parla di gara fotocopia di quella in Spagna «Dobbiamo migliorare, ma abbiamo fatto cose positive e a lungo non abbiamo mollato la presa»
VENEZIA. «Peccato, ci manca ancora rabbia e cattiveria per vincere certe partite nei finali, contro squadre del livello di Venezia e Gran Canaria». Parla di una Grissin Bon che deve migliorare negli ultimi minuti coach Max Menetti, comunque soddisfatto per la prestazione dei suoi, in quella che definisce «una gara fotocopia di quella di Gran Canaria».
Questa l’analisi di Menetti. «Abbiamo giocato bene, tenuto botta, ma nel finale abbiamo perso concretezza, in entrambe le occasioni non sono arrivate le reazioni rabbiose negli ultimi cinque minuti. E queste gare si portano a casa con la tecnica, certo, ma anche con le energie. A oggi ci manca ancora qualcosa per vincere partite tirate contro formazioni di questo livello, siamo preoccupati di quello che succede in campo e a volte perdiamo di vista certi palloni vaganti, certe palle sporche che poi diventano decisive».
Ancora una volta, Menetti ha dovuto fare a meno di Veremeenko, «che sarebbe stato davvero utilissimo. Aveva ancora dolore alla schiena, abbiamo preferito non rischiare perché questo è un problema infiammatorio e non volevamo peggiorarlo proprio quando dovrebbe migliorare. Speriamo di averlo in campo contro Brindisi mercoledì, però».
Già, Brindisi, perché mercoledì si torna subito in campo. «Noi prendiamo quanto di buono abbiamo fatto, e ne abbiamo di cose positive da prendere. Ci sono mancati alcuni possessi, alcuni episodi: qualche libero sbagliato, un pallone che ha fatto dentro e fuori, un fallo dubbio su Jackson. Sono cose che cambiano le partite, dobbiamo diventare in grado di girare questi episodi sempre a nostro favore, e ancora dobbiamo crescere in questo», spiega il coach biancorosso. «Abbiamo fatto abbastanza bene anche a rimbalzo, non abbiamo mollato la presa sulla partita sino all'ultimo calo, e davvero contro formazioni così forti non è possibile farlo e poi vincere ugualmente».
Il morale, se non altro, è buono, perché «va giù dopo una brutta partita come quella che abbiamo giocato a Cremona», invece «quando si gioca alla pari con una delle prime squadre spagnole e contro una candidata allo scudetto in Italia non si può essere giù di morale, non ci si butta giù».
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