«Regia, problema di testa non di gambe»
Il preparatore Simonelli a tutto campo sul momento della squadra, gli obiettivi della stagione e il rapporto con Reggio
REGGIO EMILIA. «La differenza di rendimento che spesso si vede nella stessa partita, non dipende dalla forma fisica, ma è più un aspetto mentale. Infatti in alcune partite la Reggiana gioca meglio nel secondo tempo rispetto al primo». Il preparatore atletico Carlo Simonelli si esprime così sulla questione che anche dopo il pareggio con la Pro Patria sta tenendo banco nell’ambiente granata.
Con Simonelli, che oggi non sarà in via Agosti perché deve sottoporsi ad accertamenti medici, abbiamo parlato del suo importante lavoro di preparazione della squadra. Il professore (insegna scienze motorie all’Università di Varese) è inoltre un attento osservatore delle questioni tattiche, dato che ogni partita è con Rapaccioli in tribuna per effettuare le riprese che poi vengo usate per analizzare i movimenti della difesa e del portiere.
Professor Simonelli, l’anno scorso arrivò da Busto con tutto lo staff in fretta e furia e dovette affrontare una preparazione estiva con un tempo autunnale...
«Sono comunque rimasto contento di come è andata perché molti erano già in buone condizioni, mentre per la questione meteorologica abbiamo perso un po’ di qualità nella tipologia di lavoro ma, a parte l'infortunio grave di De Biasi, non mi posso lamentare di quello che è stato l’andamento stagionale».
Quest'anno il meteo è stato più regolare, ma le temperature decisamente molto alte.
«Il gran caldo è stato un problema soprattutto all’inizio, quando i giocatori a luglio rientravano dalle vacanze ed è stato più difficile abituarsi alle temperature».
La preparazione è stata la stessa dell’anno precedente?
«Stesse idee, sono cambiati alcuni dettagli perché si scoprono sempre cose nuove».
Dopo 11 gare può dire come risponde la squadra?
«Bene».
Gli arrivi di fine mercato (Maltese, Nolè, Mogos e Bartolomei) hanno recuperato il gap coi compagni?
«Assolutamente».
Pesenti, che ha perso quasi tutta la preparazione estiva per l’infortunio, è pronto?
«Come condizione c'è, idem Nolè: entrambi devono riprendere il ritmo partita, da non confondere col discorso fisico, perché occorrono reazioni veloci rispetto alle palle che arrivano e questo ha un grosso costo energetico quando capita di dover caricare un muscolo per un'azione e di dover subito dopo compiere un movimento diverso perché la palla è stata sporcata. In allenamento cerco di fargli provare movimenti estremi ma per chi è reduce da infortuni ci vuole più tempo».
C’è sempre grande intesa col tecnico Colombo?
«Pianifichiamo sempre insieme il lavoro».
E con il resto della società?
«Faccio la mia parte sempre disponibile a confrontarmi con tutti ma sento grande fiducia intorno al mio operato».
La disturba l'irregolarità del torneo con partite al sabato, alla domenica ed al lunedì?
«Più l’anno scorso perché era una novità e c'era da adattarsi. Però potendo scegliere, le giocherei tutte di domenica».
Ci sono giocatori più svogliati o più sgobboni quando c’è da faticare?
«C'è chi segue subito e chi fa la battuta per fare ridere il gruppo ma poi lavorano con maturità ed io accetto tranquillamente lo scherzo perché poi si fa sul serio».
E’ soddisfatto delle strutture che ha trovato in città?
«Direi che ci può sempre essere di meglio ma anche di peggio! Ma non voglio lamentarmi perché le attrezzature necessarie me le hanno date».
Come si trova a Reggio e come vive una piazza così calda ed esigente?
«Sono contento dell’attaccamento che vedo alla maglia, alla società ed ai ragazzi. Personalmente, non essendo noto, non ho grandi rapporti ma porto rispetto per tutti".
Lei è un amico di Andreoni, squalificato per doping e ora in attesa di presentare un ricorso contro i quattro anni di squalifica. Cosa pensa di quello che è accaduto?
«So solo che Cristian non merita tutto questo perché il calcio è tutta la sua vita in allenamento ha sempre dato tutto. Deve capire che questo lavoro se lo fai da professionista presuppone alcune attenzioni».
C'è ottimismo per il ricorso?
«Da profano in materia spero di sì».
Il ragazzo come vive questo momento?
«Quando riesce ad allenarsi sta meglio ma ha passato mesi brutti».
Dove può arrivare questa Reggiana?
«So che tutti daranno il massimo ad ogni partita perché seguono il mio lavoro e quello del tecnico con serietà e dedizione».
Cosa rappresenta per lei l’esperienza di Reggio?
«Per ora è un passaggio fondamentale della mia vita perché adesso sono concentrato al 95% su questo sport e scopro di essere sempre più performante: 16 ore di calcio al giorno, tra teoria e pratica, non mi pesano e le faccio volentieri. Qua mi piace l’ambiente e ci sono i presupposti per migliorare e sviluppare un calcio ad alti livelli partendo dallo stadio e dalla tifoseria, poi, tutto sommato, sono anche vicino a casa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
