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SERIE D / il lentigione

Addona: «Ora ci gira tutto storto, però non siamo in crisi»

Addona: «Ora ci gira tutto storto, però non siamo in crisi»

LENTIGIONE. Tre sconfitte in tre partite, otto giorni da dimenticare e zero punti in classifica. Il Lentigione non riesce più a spostarsi da quota 21. «Di solito sono altri i numeri che portano male...

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LENTIGIONE. Tre sconfitte in tre partite, otto giorni da dimenticare e zero punti in classifica. Il Lentigione non riesce più a spostarsi da quota 21. «Di solito sono altri i numeri che portano male – osserva il difensore Davide Addona – ma questo ventuno comincia a darmi fastidio».

Domenica sarete al Manuzzi contro il Romagna Centro.

«Ci sono stato anni fa quando giocavo nello Spezia, contro il Cesena.Ci aspetta una buona squadra ma dovremo badare solo recuperare lo spirito con il quale abbiamo iniziato il campionato, nella speranza che anche gli episodi ci siano più favorevoli».

Lentigione in crisi?

«Di sicuro tre sconfitte sarebbero una botta per qualunque squadra ma noi non siamo in crisi, siamo a corto di risultati. Ora non arrivano e dove anche gli episodi finiscono a nostro sfavore. Contro la Correggese, Roma ha mandato la palla contro il palo interno, poi contro il portiere e poi è rotolata fuori quando nella maggior parte dei casi finisce dentro. Episodi, non voglio chiamarla sfortuna ma episodi».

L'ago della bilancia è stato l'espulsione di Miftah.

«Siamo in un momento dove il minimo errore viene punito e quella espulsione ne è la prova. Non me la prendo con l'arbitro perché ha mantenuto un metro di giudizio uniforme lasciando giocare entrambe le squadre».

Quanto hanno pesato o stanno pesando le assenze?

«Non più di tanto perché alla fine siamo una squadra competitiva sotto tutti i punti di vista. Certo è che noi abbiamo un giocatore come Filippo Savi che non fa parte di questa categoria e di conseguenza quando non c'è la sua assenza si sente».

Cosa le rimarrà di questo sfortunato derby?

«La voglia di riscatto e in particolar modo il minuto di silenzio per le vittime di Parigi. In carriera ne ho osservati diversi ma stavolta mi sono commosso e mi sono sentito colpito nel profondo. Mi sono reso conto di quella realtà che in mezzo alla confusione non si riesce a sentire».

Cosa vorrebbe dire ai suoi compagni?

«Che non dobbiamo abbatterci ma essere positivi, tranquilli e continuare a lavorare con serietà, umiltà e unione. Abbiamo tutte le carte in regola per uscire da questo momento ed arrivare il prima possibile alla salvezza». (Mabi)

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