Grissin Bon, Gentile prova gli occhiali... magici
Il play si allena con i “basketball dribble goggles” per migliorare il controllo
REGGIO EMILIA. Pomeriggi di esercizi circensi, a occhi “forzati”, per migliorare il palleggio. Non trascura alcuna possibilità per accrescere la qualità degli allenamenti, la Grissin Bon. E non lo fa il playmaker Stefano Gentile, che nei giorni scorsi ha lavorato spesso indossando degli occhiali speciali, i basketball dribble goggles ormai piuttosto diffusi negli Stati Uniti.
Sono occhiali con una montatura speciale, piuttosto spessa in alcuni lati, che impediscono alla persona di avere visione laterale e verso il basso, costringendola a rivolgere gli occhi solo di fronte a sé.
Servono per una delle attività fondamentali per un palleggiatore, trattare bene la palla senza bisogno di vederla per concentrarsi solo sull’avversario che ha di fronte e sul resto del campo e i sui movimenti dei compagni.
Stefano Gentile con gli occhiali magici: il video [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.12467478:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/grissin-bon-gli-occhiali-magici-di-gentile/49283/49380]]
Con questi occhialoni, infatti, per osservare il pallone bisognerebbe girare la testa verso il basso e fissare il pavimento, in pratica. Stefano Gentile, uno dei giocatori che più deve usare il palleggio in casa biancorossa, ha fatto diverse sedute con questi occhiali, con esercizi complessi che permettono anche di migliorare sensibilità della mano e controllo.
Ai semplici palleggi senza fissare la palla si uniscono palleggi con due palloni alla volta, o con un pallone da basket unito a una ben più piccola pallina da tennis. O, ancora più difficile, lavoro sui riflessi.
Il vice allenatore Devis Cagnardi, di spalle a Gentile, tirava contro il muro di fronte al giocatore un pallone, che Gentile stesso doveva poi controllare con una mano mentre con l’altra palleggiava. E senza conoscere, ovviamente, la direzione di partenza della palla. In questo modo non può prevedere la traiettoria ma deve “semplicemente” reagire il prima possibile per catturarla, sempre guardando di fronte a sé a causa degli occhiali.
Attività che si avvicinano quasi alla giocoleria, disciplina dove d’altronde il controllo degli oggetti deve essere assoluto, che possono servire parecchio per accrescere doti e abitudini degli atleti anche in situazione di difficoltà, come quando dovranno fronteggiare un pressing molto alto e intenso. E in cui dovranno allo stesso avere controllo sicuro del pallone e decidere in manciate di secondi quale scelta tattica sia più efficace.
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