«Luzzara ci mette il cuore la Bagnolese la tecnica»
Calcio Eccellenza: Gino Carra, doppio ex, racconta il derby di domenica «Sarà uno scontro tra l’agonismo dei padroni di casa e la qualità degli ospiti»
LUZZARA. Luzzara e Bagnolese si incontreranno per la prima volta in Eccellenza proprio domenica al Compagnoni. Il derby tra le due cugine, aperitivo di coppa Italia di fine Agosto escluso, non si gioca dal campionato di Prima categoria del '78-'79, con il Luzzara che terminò ultimo e retrocesse e la Bagnolese nelle cui file giocava l'attuale patron Isacco Manfredini.
Abbiamo parlato del match con Gino Carra, luzzarese doc ed ex portiere di entrambe le squadre (a Bagnolo è stato anche prepatore degli estremi difensori), oltre ad aver fatto parte dello staff giovanile della Reggiana. «A Luzzara giocai un anno - racconta Carra - poi sono andato a Bagnolo per nove stagioni. Una breve pausa poi sono tornato alla Bagnolese, dove dai tempi della serie D con Galantini in poi ho fatto per otto anni il preparatore dei portieri.
Che derby sarà?
«Il Luzzara ha le tipiche caratteristiche delle squadre della Bassa. Gioca infatti con il cuore, ci mette la giusta cattiveria e storicamente tutti dimostrano attaccamento alla causa, sia se bisogna vincere il campionato oppure salvarsi. La Bagnolese è senz’altro superiore come qualità, oltre ad avere in rosa alcune individualità che possono in qualsiasi momento risolvere la partita. Al suo primo anno di Eccellenza il Luzzara si sta ben comportando, speriamo non incappi nei possibili alti e bassi a cui possono essere soggette le matricole. La Bagnolese ha potenzialità importanti, ma a volte si perde un po’ e fatica a trovare il giusto equilibrio. In generale sono curioso di capire se prevarrà l'agonismo del Luzzara oppure la tecnica della Bagnolese».
Che ci dice dei i rispettivi portieri?
«Fava a Luzzara è una garanzia. Abbiamo allenato insieme i giovani portieri della Reggiana, è un armadio nel vero senso della parola. Ultimamente è infortunato, quindi sta giocando Pradella, giovane interessante e di sicuro avvenire. Fisicamente è ben dotato, se allenato bene può essere messo nelle condizioni di rendere al meglio. Della Bagnolese conosco sia Bellan che Cottafavi, avendoli allenati entrambi alla Reggiana. Per Bellan potrebbe essere un'annata decisiva, Cottafavi può ancora crescere tanto».
Lei ora cosa sta facendo?
«Ho lasciato la Reggiana perché non ero d’accordo sul modo in cui bisogna allenare i portieri. Non sono però del tutto a spasso, sembrerà strano ma collaboro con la squadra di pallavolo in cui milita mio figlio, dando loro una mano nello sviluppare la parte atletica in particolare legata alla rapidità».
Tornerà nella mischia?
«A dire il vero non vedrei l'ora. Ho sempre avuto voglia e passione, dovesse capitarmi nuovamente qualcosa lo valuterei all'istante».
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