Reggio piange Jonah Lomu l’amico dei piccoli rugbisti
E’ scomparso a soli quarant’anni il più grande giocatore di tutti i tempi Quattro anni fa fu protagonista di una grande festa di sport in piazza Prampolini
REGGIO EMILIA. E' mancato a 40 anni nella notte tra martedì e mercoledì una stella del rugby che ha davvero segnato la storia di questo sport: Jonah Lomu. Tutto il mondo della palla ovale si stringe attorno alla famiglia di Lomu che da anni ormai lottava con la malattia che lo aveva portato lontano dai campi da rugby e dalla sua amata maglia nera, quella degli All Blacks.
Piange anche la città di Reggio Emilia che nel giugno 2011 aveva avuto l’onore di ospitare la stella della palla ovale. Durante il suo tour italiano per raccogliere fondi per il Giappone colpito dallo tsunami e dal terremoto, attraverso una campagna promossa da Federico Zanni “Friends for Japan” in vista del test match tra Italia e Giappone prima dei Mondiali, Jonah Lomu aveva fatto tappa nella città del Tricolore per arbitrare il primo trofeo Cna “Derby in Piazza”. In collaborazione con Rugby Reggio infatti Cna aveva dato la possibilità ad oltre un centinaio di minirugbisti, dai 5 ai 12 anni, di giocare il proprio sport preferito in piazza Prampolini, dove gli atleti rossoneri avevano sfidato quelli modenesi in una bella cornice cittadina, che ha visto i piccoli atleti protagonisti di una giornata di grande sport.
Senza dubbio però la vera attrazione di quel 22 giugno 2011 era stata Jonah Lomu, che non si era tirato indietro e aveva arbitrato tutte le partite dei giovanissimi “diavoletti” portando la sua esperienza, ma anche tanto divertimento a Reggio Emilia.
Dopo aver vestito il ruolo del giudice di gara munito di fischietto, Lomu aveva anche premiato i ragazzi partecipanti, mandando in estasi tutti gli appassionati di rugby, grandi e piccoli, che avevano affollato piazza Prampolini, non esitando a chiedere foto ed autografi al campione.
Lomu era stato anche ringraziato dalla città di Reggio con la copia del primo Tricolore donatogli alla fine della giornata sportiva. Un grande momento di scambio e condivisione tra due realtà diverse che però avevano lo stesso obiettivo, quello di far crescere dei bambini sani sotto lo stemma di uno sport ricco di valori come quello del rugby.
Un grande momento quello vissuto dalla città reggiana, che non dimenticherà la generosità e la simpatia di un grande non solo in campo, ma anche nella vita.
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