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«Io, eterno avversario della mia città»

di Juri Panciroli
«Io, eterno avversario della mia città»

Finocchio, l’attaccante italo-brasiliano del Pordenone, vive a Reggio ma si trova sempre a giocare contro i granata

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REGGIO EMILIA. L’attaccante italo-brasiliano, ma reggiano di adozione, Francesco Finocchio è pronto a sfidare la Reggiana col suo Pordenone, dolore alla caviglia permettendo. Curioso il fatto che, abitando nella nostra città, trovi spesso sulla sua strada i granata, ai quali in passato ha anche rifilato una doppietta.

Nel suo palmares c’è anche una Coppa di Slovenia ottenuta col Nova Gorica di Apolloni.

Francesco Finocchio, di nuovo in campo contro la Reggiana...

«Davvero, sembra essere il mio destino quello di trovarmi sempre avversario della squadra della mia città. Stavolta però non ho ancora la certezza di essere della partita per un brutto colpo alla caviglia che ho ricevuto con l'Alessandria».

Con la Reggiana non ha mai perso.

«Ricordo i due pareggi lo scorso anno col Pisa e le due vittorie col Feralpisalò con tanto di doppietta».

In estate era stato accostato ai granata. Era l’occasione per giocare nella squadra della sua città.

«Più che altro ci sono stati dei rumors, ma di concreto c’era poco».

Perché la scelta di Pordenone?

«Ho avuto alcuni contatti e poi ho preso la decisione perché mi hanno parlato del Pordenone come di un’ottima società».

Per certi versi è una scommessa.

«Poteva esserci l’incognita legata alla retrocessione sul campo dell’anno scorso però la proprietà è solida ed ora ha deciso di investire di più, come dimostra il pagamento dei 500mila euro a fondo perduto per il ripescaggio, così è stata allestita una rosa più competitiva ed i risultati si vedono».

Possiamo definire la sua squadra la sorpresa del torneo?

«Oltre ai risultati mostriamo anche un bel calcio e siamo, insieme alla Reggiana ed al Cittadella, le squadre meno battute del girone con una sola sconfitta. Questo lascia pensare che con la Reggiana sarà una bella partita».

Qual è il vostro segreto?

«Un gruppo di qualità che lavora con intensità, oltre ad un allenatore come Tedino che predilige un calcio propositivo, con palla a terra e partendo da dietro, e noi lo stiamo recependo bene».

Tanti suoi colleghi sono ex granata: come sta andando la loro stagione?

«Stefani in difesa sta facendo bene, De Cenco è il capocannoniere del torneo, poi c’è Cosner che sta trovando un po’ meno spazio come terzino destro. Tutti sentono molto questa partita e spesso mi parlano dei loro trascorsi in maglia granata».

Troverete una Reggiana inceppata: questo vi carica ulteriormente?

«Vengono da due brutte partite in campionato e questo preoccupa perché avranno voglia di rifarsi, d'altronde i giocatori per metterci in difficoltà saranno molto motivati. Prevedo una gara molto dura per noi anche se verremo a Reggio per continuare a mostrare le nostre qualità».

Come si scardina la difesa meno battuta d'Italia?

«Bella domanda! Dipenderà molto da me e da tutto il reparto avanzato, ma c’è un De Cenco in gran spolvero che vorrà dimostrare alla sua vecchia piazza i progressi fatti».

I suoi amici reggiani per chi tiferanno domenica?

«Saranno felici di rivedermi, magari sperano che faccia una buona prova, ma credo che il loro cuore sarà granata. Li capisco».

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