Gazzetta di Reggio

Sport

I NUMERI TRA COPPA E SERIE A

Rimbalzi e palle perse qui cambia la musica

di Adriano Arati
Rimbalzi e palle perse qui cambia la musica

REGGIO EMILIA. È innegabile che la Grissin Bon non stia vivendo una fase brillante e non solo per i risultati. Nelle quattro gare perse di fila i biancorossi hanno spesso faticato a trovare un gioco...

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. È innegabile che la Grissin Bon non stia vivendo una fase brillante e non solo per i risultati. Nelle quattro gare perse di fila i biancorossi hanno spesso faticato a trovare un gioco corale, oltre a patire cali fisici e di intensità nel finale che li hanno condannati a Gran Canaria, Venezia e Brindisi dopo gare in equilibrio.

Non si può rimproverare l’impegno, ai reggiani, piuttosto un eccessivo nervosismo, chissà se figlio o conseguenza delle difficoltà a rendere al meglio. In questo quadro, la partita di Cremona – segnata da un approccio molle – fa poco testo: è stato un episodio negativo che in una stagione può arrivare. Le tre altre partite invece hanno messo in mostra elementi comuni, ma anche differenze dovute alla distanza fra serie A ed Eurocup.

In coppa la fisicità è maggiore, il metro arbitrale molto diverso e anche la gara con Brindisi va letta in questa chiave: gli stessi 40 minuti con arbitri e metro italiani avrebbero potuto avere tutt’altro esito.

In questo periodo negativo emergono le difficoltà a imbastire gioco collettivo e non è una questione legata solo ai registi Gentile e De Nicolao. I playmaker sono i primi a dare il via alle azioni, ma tutta la squadra ha sofferto nel trovarsi con fluidità, nell’eseguire a dovere e nel rimanere compatta, con tutte le ricadute negative in difesa e nei mancati contropiede. Reggio è rimasta a galla perché le qualità tecniche e la determinazione degli interpreti sono altissime. Lavrinovic, anche se non al meglio, garantisce un riferimento cruciale in post basso e il lituano pur sbagliando molto ha sempre segnato parecchi punti, smazzato assist e preso falli. Aradori, uno dei più positivi, si affida a tecnica e potenza da Europa, riesce sempre a crearsi il tiro ma rispetto a un mese fa deve lavorare di più per prendere l’occasione buona, non può fare il “semplice” finalizzatore. Discorso simile per Della Valle, che sfrutta velocità e dinamismo per trovare comunque i suoi spazi. Le cifre, fra Europa e serie A, raccontano di due mondi diversi. I passaggi vincenti in realtà sono più in coppa, 16.5 con De Nicolao a 4.7, che in campionato, dove ci si “ferma” a 15.4 con Gentile a 2.9. Dati figli anche delle gare ad alta concentrazione disputati in Europa, mentre in Italia i numeri sono inficiati dalle gare a 60 punti con Capo d’Orlando e Cremona.

La differenza principale è quella sull’impatto fisico, la racconta il numero dei rimbalzi: in Italia sono 35.1, di cui 10 offensivi a gara; in coppa si scende a 28.5, con 7 scarsi in attacco. E pure le palle perse,parlano chiaro. In Eurocup Reggio perde 14.3 palloni a gara contro 5.6 recuperi; in serie A va molto meglio, con 12.4 perse e 9.3 recuperate. Due mondi diversi, insomma: l’umore basso non ha aiutato, è ora di scacciare le nubi...

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google