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Facciolo: «Regia, fai come noi nell’89»

di Jacopo Della Porta
Facciolo: «Regia, fai come noi nell’89»

“Rambo” arrivò proprio dal Pordenone e fu protagonista della promozione in B. «Reggio merita di stare più in alto»

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REGGIO EMILIA. «Alla Reggiana di quest’anno auguro di vivere quello che abbiamo vissuto noi nel 1989 quando andammo in B vincendo l’ultima di campionato con il Prato». Un messaggio d’affetto che arriva da Nico “Rambo” Facciolo, uno degli ex giocatori più amati di tutti i tempi a Reggio, entrato nella leggenda nel 1986 quando parò al Mirabello due rigori contro il Modena e consentì così alla squadra di chiudere la partita sull’1-1.

Facciolo, che è l’estremo difensore con più presenze nella storia della Reggiana (179), venne prelevato nel 1986 dal Pordenone, squadra che domani arriva al Città del Tricolore.

Facciolo, segue ancora la Reggiana?

«Leggo sempre gli articoli del giornale e quest'anno ho visto anche la partita contro il Cuneo in televisione"

Che effetto le ha fatto?

«La Reggiana non meritava di perdere. Ha avuto quattro o cinque occasioni di segnare".

In quella partita il portiere Perilli ha perso l'imbattibilità dopo 650'…

«Cominciavo a preoccuparmi, visto che io detengo il record granata con 990’ nell'anno della promozione in B (ride, ndr). In quella stagione prendemmo solo 14 gol».

Al Mirabello, anche in serie C, c’era il pienone. Cosa provava quando gioca in quello stadio?

«Al Mirabello c’era un muro di gente. Entravano 15mila persone. In certe partite, con Spezia, Modena o Piacenza anche 18mila. Era incredibile. Se cadeva uno spillo non arrivava a terra. Il nostro stadio era noto in tutta Italia. Giocare al Mirabello non era facile per nessuno, la gente si faceva sentire, il tifo era caldissimo. In quel periodo c’erano altri stadi molto pieni. A Padova facevano 20mila spettatori, a Trieste 15mila».

Oggi si vedono partite in Lega Pro con poche centinaia di spettatori. Colpa della tv, delle troppe regole o di cosa?

«In Italia si è investito poco negli stadi. In serie A l'unico moderno è quello della Juventus, gli altri non sono fatti per portare bambini e famiglie. Lo stadio deve essere un luogo d'incontro».

A Reggio però c'è un bello stadio…

«E mi dispiace che non sia più della Reggiana».

Cosa ricorda di più di Reggio?

«Da voi vengo spesso perché ho tanti amici. A Reggio la gente mi ha fatto sentire subito a casa. Ho trovato persone cordiali e grande disponibilità. Una bellissima esperienza».

I momenti più belli?

«La promozione in B e i due rigori parati al Modena nel derby».

A Pordenone è stato due stagioni. Che ricordi ha?

«Dall'83 all'85, in serie C2. Poi io e Stefano De Agostini fummo acquistati dalla Reggiana. I friulani sono brave persone, grandi lavoratori, più chiusi dei reggiani, meno goderecci. All'epoca Pordenone era un paesone, un posto di confine con tante caserme. Anche lì torno volentieri perché ho tanti amici».

Ovviamente tifa sempre Reggiana?

«Certo, con la maglia granata ho vissuto le mie esperienze più belle. Mi fa male vedere la Reggiana in C mentre il Modena è in B e Carpi e Sassuolo in A. Prima c’era anche il Parma in A, adesso per fortuna non più...Questa città, i tifosi, meritano la B».

Verrà allo stadio per Reggiana - Pordenone?

«Non posso. Faccio qualche giorno di ferie con amici, tra cui l’ex granata Stefano De Agostini».

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