«Reggio reagirà da grande squadra»
Buscaglia, coach del soprendente Trento: «Di sicuro farà una partita intensa, per non sarà una gara dura»
REGGIO EMILIA. «Reggio vorrà sicuramente rifarsi dopo le ultime sconfitte, non credo sarà abbattuta, anzi. la troveremo molto determinata».
Non pensa ad una Grissin Bon giù di tono per la striscia negativa ma anzi ancora più pericolosa, il coach di Trento Maurizio Buscaglia, prossimo sfidante dei biancorossi domani al PalaBigi nell'anticipo televisivo di campionato.
Il bravo allenatore, dopo il sorprendente debutto del 2014/15, si sta confermando, e con lui la sua formazione, impegnata pure in Eurocup. Non una sfida facile per la Grissin Bon, quindi, che di suo vive settimane complicate.
Le sconfitte di Reggio saranno un vantaggio o uno svantaggio per voi?
«Reggio avrà ancora più motivazioni dopo aver perso alcune gare, i giocatori avranno solo voglia di rifarsi».
Non si aspetta una squadra remissiva?
«Tutt'altro, so che Reggio farà una partita intensa e ci aspettiamo una gara dura, la Grissin Bon è una grande squadra».
Di fronte ci saranno due lunghi fra i più forti e tecnici del torneo, Lavrinovic e Wright. Sarà la chiave?
«Non penso che un duello fra due giocatori possa essere decisivo. Noi puntiamo su un gioco collettivo, dove tutti incidono, e mi permetto di dire che lo fa anche Reggio Emilia».
Perfetto, ma dei due centri che dice?
«Sono giocatori atipici e molto forti, molto tecnici, che fanno crescere i compagni. Per noi l'intelligenza di Wright è fondamentale».
Utili in campo e come riferimento?
«Assolutamente, in ogni squadra qualche giocatore con queste caratteristiche è preziosissimo, anche per far migliorare i più giovani».
Dopo la grande sorpresa, quest'anno vi state confermando. Ed è ancora più difficile, si dice.
«Siamo contenti della strada intrapresa, abbiamo cambiato qualcosa nella rosa, non tantissimo, cercando di mantenere identità. È un luogo comune ma è vero, confermarsi non è facile».
Fate l'Eurocup. Cosa cambia per voi?
«Io sono molto contento dell'esperienza. Mi piace giocare più spesso, credo che l'Europa ci stia dando molto».
In che senso?
«Certo l'impegno è forte, ma ci si confronta a alto livello e si migliora, come abitudini, come preparazione alle gara, come gestione del tempo».
C’è chi pensa che le coppe poi si pagano in campionato.
«È un discorso che non mi convince, in tutta Europa le squadre fanno le coppe e le squadre più attrezzate sono quelle che riescono a gestire tutto quanto».
La serie A, con le cosiddette grandi in sofferenza, fa pensare a quello. Cosa pensa della classifica?
«Pistoia è una gran bella sorpresa, credo che ogni anno una squadra che fa meglio del previsto ci sia, è anche il bello del nostro sport».
Chi oggi arranca tornerà in alto?
«In un torneo lungo i valori assoluti tendono a venire fuori, l'equilibrio però rimarrà».
Non è un livellamento verso il basso?
«Io credo che la nostra serie A sia interessante perché le squadre scelgono sempre meglio. Per penuria di soldi e per capacità nel fare scout, arrivano tanti giovani di talento. Certo, arrivano per andare altrove, ma intanto ci sono, la qualità e l'equilibrio ne guadagnano sicuramente».
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