Sassari esonera Sacchetti, il coach che ha strappato lo scudetto a Reggio Emilia
Cinque mesi fa, al pala Bigi, la storica vittoria in gara 7 contro la Grissin Bon, che ha regalato ai sardi il primo, storico titolo tricolore. Oggi l'annuncio del presidente Sardara dopo il sesto ko di fila in Eurolega
SASSARI. Cinque mesi fa a Reggio Emilia, il 26 giugno 2015, al termine di una finale scudetto epica, conclusa solo nella decisiva gara 7, la festa per lo storico "triplete" (Supercoppa, Coppa Italia e primo, storico titolo tricolore), ora l'esonero.
Dopo la sesta sconfitta consecutiva in Eurolega, e un avvio di stagione tutt'altro che esaltante (battuta dalla Grissin Bon nella semifinale di Supercoppa e una classifica deficitaria in campionato) la Dinamo Sassari divorzia dal coach Meo Sacchetti, bandiera del basket italiano, il tecnico che nella stagione scorsa aveva portato il Banco di Sardegna a traguardi fino ad allora nemmeno sognati.
Dopo cinque anni il matrimonio tra Sacchetti e il club di Sassari si chiude con le parole del presidente Stefano Sardara, che ha dato l'annuncio dell'esonero: "Ci sono dei momenti che non vorremmo arrivassero mai ma in cui occorre necessariamente intervenire. Abbiamo concluso il ciclo con la guida di Meo Sacchetti. In questo contesto la società ha deciso che fosse giunto il momento di cambiare direzione".
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Una separazione non senza strascichi perché, aggiunge Sardara, "dal punto di vista umano ci dispiace molto perché Sacchetti ci ha dato tanto, non solo lo scudetto ma un percorso lungo e ricco di tanti risultati. La società ora cerca di recuperare l'entusiasmo e la serenità necessarie per andare avanti".
Il tecnico paga l'ennesimo ko in Eurolega contro i turchi del Darussafaka Istanbul: si chiude così un'avventura che in questi anni ha portato alla conquista dello scudetto, due Coppa Italia e della Supercoppa.
