Grissin Bon, è ora di uscire dal tunnel
Alle 12 il match con la rampante Trento. Il coach Menetti: «Con umità e fame di vittoria possiamo tornare al successo»
REGGIO EMILIA. Tiri rifiutati, esasperati personalismi, difese remissive e abulia offensiva: sono le scene horror replicate con preoccupante frequenza nelle ultime gare e che la Grissin Bon dovrà cancellare nell’anticipo di mezzogiorno di oggi al Bigi (diretta SkySport1 HD) contro i trentini della Dolomiti Energia.
Dovrà cancellare, la squadra reggiana, tutto quanto di negativo ha portato ad accumulare quattro sconfitte consecutive nelle quattro trasferta fra coppa e campionato di un novembre sin qui maledetto, in cui per la prima volta s’è parlato di crisi nera.
La premessa migliore per uscire dall’impasse e raddrizzare alla veloce la stagione, per fortuna, c’è.
«Sono tutti disponibili al 100%» ha commentato alla vigilia il coach Max Menetti. Che senza panegirici ha snocciolato la sua formula anti-crisi.
«Vogliamo ritrovare la strada della vittoria: è questo il sentimento principale che ci anima. Per ritornare al successo, dobbiamo ritrovare umilità e fame di vittoria. E’ una squadra che già in questo campionato ha avuto una striscia molto positiva, quindi a maggior ragione c’è questo desiderio di tornare a vincere una partita.
«Stiamo attraversando il primo vero momento di difficoltà dal febbraio dello scorso anno e il primo momento di crisi di questa squadra, bisogna ritrovare l’umiltà che ci ha fatto tornare grandi in tutti questi anni. L’umiltà di capire che Trento è una squadra forte e in un grande momento di forma e che bisogna dare il 100% in campo, partendo dall’atteggiamento umile di gente che ha voglia di vincere».
Per scacciare le nubi nere che si sono addensate all’orizzonte, è però necessario far fuori la Dolomiti Energia e non sarà roba da poco. La formazione del rampante Buscaglia è squadra tosta, non a caso seduta al seduta sul secondo gradino della classifica davanti alla sola Pistoia e accanto a Venezia e Milano, avversarie nel posticipo.
«Trento è una squadra molto fisica che arriva a Reggio in un ottimo momento - ha detto il coach-. Se noi arriviamo da quattro sconfitte in trasferta, i nostri avversari arrivano da tre vittorie interne. Trento ha giocatori di grande talento sia tecnico sia fisico, oltre al solito zoccolo duro dei italiani che spesso, anzi sempre, fa la differenza».
Umiltà e fame di vittoria per rialzare la testa, ma anche un ambiente compatto che stimoli e stia vicino alla squadra per aiutarla a uscir fuori dal tunnel in cui s’è infilata. «Venerdì - ha rivelato il tecnico reggiano - si sono presentati venti ragazzi della curva alla palestra di via Cassala mentre facevamo allenamento e ci hanno dedicato cori per una ventina di minuti. Non cori: “A lavorare” e cose così, ma cori di incitamento e di vicinanza e questo per noi è stato l’importante segnale di come ci percepisce la città».
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