Il Pordenone apre la crisi della Reggiana
I friuliani calano il poker. Inizio di partita choc per la difesa granata, poi Bruccini fallisce il 2-2 dal dischetto e cala il buio
REGGIO EMILIA. Doveva essere la partita del riscatto e invece è stata quella che ha mostrato le prime crepe nell’ambiente granata e certificato una situazione che ora non è esagerato definire di crisi, sia di gioco che di risultati.
Nei primi 30 minuti la Reggiana ha preso tre gol dal Pordenone, quanti ne aveva subiti nelle precedenti undici gare di campionato. Nel secondo tempo è arrivato anche il quarto.
La sconfitta è talmente netta che non ha senso attaccarsi agli episodi, anche se resta l’amaro in bocca per il fatto che Bruccini ha sparato sulla traversa il rigore che avrebbe portato il risultato sul 2-2, confermando che dagli 11 metri i granata non sono capaci di metterla dentro (a Piacenza gli errori furono due nella stessa gara).
Nelle ultime quattro gare la squadra di Colombo ha fatto appena due punti, perdendo le ultime due sfide in casa (tre se si conteggia la Spal in Coppa Italia). Un ruolino di marcia molto deludente, i cui effetti sono stati in parte mitigati dal fatto che in testa nessuno sta correndo e così la vetta resta, incredibilmente, ad appena tre lunghezze.
Per quanto riguarda la partita di ieri il primo dato che balza all’occhio è che la Reggiana è entrata in campo con 15’ di ritardo, durante i quali il Pordenone non è rimasto certo a guardare, sfruttando le amnesie di una difesa mai così allo sbando. Al 5’ De Cenco ha aperto le danze di testa, dopo che un attimo prima Perilli era uscito a vuoto e Parola aveva salvato su tiro ravvicinato di Strizzolo.
L’unica nota positiva al 15’, quando si è rivisto Arma, che servito alla perfezione da Nolè, autore di una prova positiva, ha realizzato il suo sesto centro stagionale da vero bomber di razza: controllo a seguire di petto e tiro ad incrociare sul portiere in uscita. L’attaccante marocchino viene servito poco e male, ma quando si trova di fronte alla porta sa essere micidiale.
Dopo il momentaneo 2-1 la Reggiana ha avuto un sussulto e i friuliani hanno perso sicurezza. Al 19’ è arrivata l’occasione di pareggiare, quando l’arbitro, su segnalazione del guardalinee, ha assegnato un rigore per un fallo di mano di De Agostini. Bruccini dal dischetto ha confermato la maledizione dei rigori con un tiro violento che si è stampato sulla traversa. Da quel momento la partita non è più stata alla portata dei ragazzi di Colombo.
Al 30’ Rampi ha perso palla malamente a centrocampo e poi nel tentativo di recuperare ha commesso fallo sulla destra dell’area granata. L’ex Pederzoli invece di tirare in mezzo, come tutti si aspettavano, ha tirato in porta, sorprendendo Perilli.
Nella ripresa la musica non è cambiata. Colombo ha gettato nella mischia Pesenti e Maltese, ma i granata non sono riusciti a rendersi pericolosi. Il Pordenone ha preso sicurezza e al quarto d’ora della ripresa Filippini ha fatto ancora gol, con un tap-in a porta vuota dopo una respinta di Perilli su tiro di Berardi.
La partita è finita tra i fischi dei tifosi della curva sud.
Ora la Reggiana ha di fronte un calendario molto difficile. Sabato sarà in casa della capolista Cittadella e poi ospiterà il Pavia, ieri sconfitto dall’Alessandria.
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