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«Ci voleva una reazione e il Lentigione ha reagito»

di Mara Bianchini
«Ci voleva una reazione e il Lentigione ha reagito»

Calcio serie D: l’attaccante Mezgour spiega la rinascita della squadra «Abbiamo lavorato sodo e siamo tornati a vincere dopo tre sconfitte»

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LENTIGIONE. Mister Gianluca Zattarin, alla vigilia della partita col Romagna Centro, aveva chiesto alla suo Lentigione di far dimenticare le tre sconfitte incassate a raffica nella settimana precedente. E la squadra ha reagito nel migliore dei modi.

«Ci siamo allenati – spiega l'attaccante Adil Mezgour – con grande intensità e determinazione, soffermandoci sugli errori che avevamo commesso cercando di migliorarci. In parte ci siamo riusciti e sono arrivati i tre punti».

E lei è tornato al gol.

«Era ora. Per una punta non segnare è stressante. Non sono per natura un attaccante egoista: se vedo un compagno in una buona posizione e con più probabilità di me di andare a rete gli passo il pallone».

Di assist ne ha fatti diversi.

«Certo, non ha senso tenere la palla a tutti i costi se poi non si riesce a realizzare»

Cosa manca ancora a questo Lentigione?

«La consapevolezza dei propri reali mezzi. Molte volte tendiamo ad avere troppa frenesia, troppa fretta nel cercare di fare gol mentre basterebbe un po' più di tranquillità per riuscire a fare tutto».

Che per una neopromossa non è assolutamente facile...

«E' un campionato molto difficile, bisogna stare sempre sul pezzo e ogni domenica si incontrano delle corazzate. Basti guardare l'Altovicentino che non attraversa un gran momento pur essendo una gran bella squadra. Il Parma sta mantenendo un ottimo ruolino di marcia ma ha pareggiato in casa con l'Imolese per cui non ci sono dei risultati scontati».

E il Forlì secondo?

«Non l'avrei mai detto. D'altra parte i giocatori bravi li ha. Da centrocampo in su non ha nulla a che vedere con la D».

Domenica andrete a Castelfranco, che ben conosce.

«Ci torno sempre volentieri. Ho trascorso sei anni molto belli con la famiglia Chezzi e in parte anche con mister Salmi. Sono arrivato a Castelfranco in Eccellenza, l'anno dopo abbiamo vinto il campionato e poi quattro anni di serie D».

Cosa la impensierisce del Castelfranco?

«Non sono preoccupato per un giocatore in particolare ma per l'ambiente e per la carica che la famiglia Chezzi è in grado di dare alla squadra. Riesce a tenere sempre molto alta la tensione e a spronare i giocatori facendo emergere i loro lati migliori. Poi sono molto bravi con i giovani tant'è che tutti gli anni qualche nuova leva finisce tra i professionisti».

Dopo la chiamata del Lentigione, era arrivata anche quella del Castelfranco.

«Esatto ma avevo già dato la mia parola al Lentigione e non sarebbe stato corretto cambiare idea. Sono molto soddisfatto di questa scelta».

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