Ferrara: «Mai messo in dubbio Colombo»
Il dg: «L’ho portato io a Reggio, non intendo cambiarlo»
REGGIO EMILIA. «Qualcuno dice che Ferrara vuole cambiare allenatore. Ma i fatti dicono che non ho mai cambiato allenatore in 6-7 anni che faccio questo mestiere. Figuriamoci poi se voglio cambiare Colombo che è diventato allenatore grazie a Ferrara, che lo ha promosso in prima squadra a Busto Arsizio e lo ha portato a Reggio». Il direttore generale granata Raffaele Ferrara interviene così il giorno dopo lo sfogo del presidente Stefano Compagni, che in sala stampa se l'è presa con chi mette in discussione il mister. Parole, quelle del numero uno granata, interpretate come un messaggio a Vavasorri e allo stesso Ferrara. Se il patron dell’Italsempione si tira fuori, dicendo di non sentirsi chiamato in causa, il direttore generale ci tiene invece a mettere le cose in chiaro.
Dunque nessun problema tra lei e l’allenatore Colombo?
«La parte tecnica è compatta. Dico che nei momenti difficili bisogna parlare poco e quando si perde bisogna stare zitti, lavorare tanto. Vale per tutti. L'idea che Colombo dovesse essere cambiato non mi ha mai sfiorato. Io mi occupo dell'aspetto tattico e tecnico della squadra, questo è il mio lavoro. Ma siamo quasi sempre d'accordo su tutto, e tra noi non è mai successo nulla».
La dirigenza non ha gradito i giudizi di Vavassori a Busto Arsizio dopo il pareggio con la Pro Patria. Anche Il mister, pacatamente, ha dato una risposta.
«Guardi io sono abituato a parlare per me e per le cose che conosco in prima persona. Le posso dire che ho fatto calcio per sei anni con Vavassori e non si è mai permesso di dare la formazione o dirmi cosa dovevo fare. Dice però la sua, ma lo fa in modo intelligente e pacato. Non dice nulla oltre la propria idea».
Parliamo della partita con il Pordenone. Una bella batosta. Cosa ne pensa?
«Siamo partiti male i primi dieci minuti. Sembravamo frastornati. Abbiamo preso due gol in 9 minuti, mentre in tutto il campionato ne avevamo presi tre».
Qualcosa di positivo lo ha visto?
«La reazione che ha portato al 2-1 di Arma. Peccato poi per l’episodio che poteva essere la svolta, almeno sotto il profilo del risultato. Il rigore sbagliato da Bruccini e poi la rete subita su punizione, in modo un po’ strano, diciamo con un incidente di percorso. A quel punto per il Pordenone è stato facile. Purtroppo nel nostro momento migliore è accaduta la cosa peggiore che ci ha penalizzati molto».
Come mai i giocatori erano frastornati, come dice lei, nei primi minuti?
«Sono cose difficili da capire. Magari è stato il cambio del modulo, con la difesa a quattro dovevano un po’ sistemarsi. Del resto non siamo in un grande momento e si è visto nelle ultime tre-quattro partite. In questo periodo siamo poco lucidi e dobbiamo lavorare per tornare presto a fare risultato».
Giannone è andato in tribuna mentre era dato tra i convocati: assenza per motivi fisici o c’è un caso?
«Problemi fisici dopo l’infortunio. L’allenatore non vedendolo al 100% lo ha mandato in tribuna. Non c'è nessun caso e dico che in questi momenti non è il caso di crearli da parte di chi è fuori dalla Reggiana».
Sabato sera impegno molto difficile in casa della capolista Cittadella. Che settimana sarà?
«La Reggiana deve lavorare serenamente e sabato solo giocare la sua partita, senza paura, senza pensare a quello che è successo in queste partite. La Reggiana deve tornare a giocare come sa fare».
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