«Io penso a vincere, non alle critiche»
Aradori non si cura di cosa si dice fuori dal campo: «La Grissin Bon è ben costruita, sia a livello tecnico che umano»
REGGIO EMILIA. «Le critiche ci sono sempre, in qualsiasi situazione. Non me ne curo troppo, noi dobbiamo rispondere sul campo».
È navigato ed ha giocato in realtà da Eurolega dove la pressione certo non mancava, Pietro Aradori. Che non si dice troppo preoccupato per l’aria cupa che si è respirata a Reggio per quelle quattro sconfitte consecutive.
Come ha vissuto le critiche e le tensioni attorno alla squadra?
«Io ho giocato in tante realtà, la pressioni e le aspettative alte ci sono ovunque. Ho giocato in squadre dove se vincevi era solo la normalità, e se perdevi era una pippa, quindi non ci faccio troppo caso».
Non la hanno segnata?
«Io, vale per tutti i compagni, ho solo l’obiettivo di migliorare e cercare di vincere. Le critiche da fuori non le ascolto, l’unica risposta che dobbiamo dare è sul campo».
Si è anche discusso l’assetto della squadra. Lei che ne pensa?
«Credo che questa squadra sia stata costruita molto bene, con grande attenzione, sia dell’aspetto tecnico che umano».
Quelle quattro sconfitte però hanno pesato. Cosa è successo?
«In una stagione lunga e con tanti impegni ci sono dei periodi di appannamento, di difficoltà anche momentanea. E c’è anche un altro aspetto».
Quale?
«Erano quattro gare in trasferta. In casa tutte le squadre giocano al massimo della grinta, noi con quattro trasferte filate lo abbiamo pagato».
Cosa salva del ciclo?
«Non è che quando si vince va tutto bene e quando si perde va tutto male. Ci sono sempre aspetti negativi da limare anche nelle vittorie e aspetti buoni nelle sconfitte».
In questo caso?
«L’unica partita in cui abbiamo giocato davvero male è quella di Cremona. Con Brindisi vanno fatti i complimenti all’Enel per come ha reagito all’assenza dei due registi, le altre comunque le abbiamo giocato sino in fondo».
Cadendo sempre nei finali. Con Trento, invece?
«Siamo rimasti sul pezzo anche quando loro ci hanno messo pressione e abbiamo battuto una buonissima squadra».
Ci voleva?
«Quando arrivano momenti del calendario come quello che abbiamo appena vissuto, è importante saper cogliere l’occasione e conquistare comunque il risultato».
Adesso tocca a Berlino. Quanto pesa questa gara?
«Tantissimo, perché ci farebbe fare un bel salto avanti verso la qualificazione».
Vi lascerebbe tranquilli di pensare al campionato?
«Noi abbiamo due obiettivi, far bene in coppa e in campionato, siamo abituati a giocare ogni tre giorni per vincere sempre».
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