L’ex ds Varini: «Vavassori non doveva criticare pubblicamente»
REGGIO EMILIA. Piena sintonia con Compagni e un appunto allo sponsor Pietro Vavassori per le esternazioni di Busto Arsizio. L’ex ds granata Massimo Varini, presente domenica pomeriggio per la priva...
REGGIO EMILIA. Piena sintonia con Compagni e un appunto allo sponsor Pietro Vavassori per le esternazioni di Busto Arsizio. L’ex ds granata Massimo Varini, presente domenica pomeriggio per la priva volta in questa stagione al Città del Tricolore, sposa e condivide le affermazioni post partita del presidente granata. «Questo – dice il diesse della Pro Vercelli – è il momento in cui tutti, staff tecnico, squadra, direttore generale, società, pubblico debbono stare uniti, compatti, lavorare con piena unità di intenti, cercando il massimo di serenità e tranquillità».
Il presidente ha parlato di squadra poco serena, ha avuto questa impressione?
«Non tanto, piuttosto, ed è l'unica cosa che non mi è piaciuta, ho visto all'inizio una squadra senza il giusto approccio, la necessaria cattiveria agonistica, poi non vivo l'ambiente, non so di voci destabilizzanti».
In base alla sua esperienza, che ne pensa delle esternazioni di Vavassori all’indomani del match di Busto sull'assetto tattico da rivedere ?
«Parere personale: se non sei azionista o comunque un dirigente e hai rilievi da muovere, è bene farlo direttamente con l'interessato senza esternazioni pubbliche, perché così si rischia di fare solo confusione».
Che impressione le ha fatto la Reggiana?
«Nel corso di un campionato ci sta di sbagliare una prestazione, poi è stata una partita strana , sotto di due gol, la possibilità di riequilibrarla con il rigore fallito, l'evidente errore sul terzo gol di un portiere che sin qui aveva fatto benissimo».
Tutta colpa della Reggiana o anche meriti del Pordenone?
«Gli uni e gli altri, non avevo mai visto il Pordenone, mi ha sorpreso piacevolmente, è squadra che gioca al calcio, copre bene gli spazi, corre, ha giocatori anche importanti ed ancora validi come Stefani, che conosco benissimo. La Reggiana deve, e probabilmente lo sta facendo, prendere coscienza che questo girone non ha nulla da spartire con quello del campionato scorso, è decisamente più difficile».
C’è da preoccuparsi?
«Per esperienza cerco sempre di rimanere equilibrato nelle sconfitte e nelle vittorie, non mi va di fare drammi, la Reggiana ha i mezzi per risollevarsi, bisogna che l'ambiente l'aiuti. Conosco Reggio, ti può dare tanto ma anche togliere, perché qua c'è una pressione diversa rispetto ad altre piazze e non so se poi la squadra è in grado di reggere una eccessiva attesa. Il campionato scorso non c'erano aspettative, quest'anno si è partiti con l'obiettivo di vincere e la situazione è diversa».
Rispetto al campionato scorso, apparentemente, la Reggiana si è rinforzata in attacco, ma ha perso sugli esterni difensivi. E’ questa la chiave?
«Assolutamente no, non è l’assenza di Mignanelli a poter determinare questo difficile momento. Per me comunque le potenzialità per riprendersi la Reggiana le ha, a patto che resti serena»
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