La scuola calcio fa lezione ai genitori
L’Accademia della Reggiana, oltre ad aiutare i bimbi con i compiti, vuole insegnare agli adulti come si sta a bordo campo
REGGIO EMILIA. Genitori scatenati che se la prendono con gli arbitri o si sostituiscono agli allenatori. Mamme e papà che non accettano che il loro “campione” stia in panchina e che sottopongono i figli a una pressione inaccettabile prima, durante e dopo ogni partita. Nulla di nuovo a bordo campo, verrebbe da dire, ma sempre di più nel mondo del calcio si sta cercando di porre rimedio a questo problema e la Reggiana calcio è tra le realtà che vogliono dare un contributo.
La settimana scorsa abbiamo raccolto lo sfogo del capo degli arbitri reggiani, Alessandro Ruini, che ha lanciato l’allarme sui settori giovanili, dove le giacchette nere devono fare i conti con qualche contestazione di troppo. Il tema è così d’attualità che L’Accademia reggiana del calcio “Beppe Alessi”, ha deciso di rivolgere i propri sforzi formativi anche ai genitori, oltre che ai bambini che si iscrivono ai corsi, prevedendo una serie di incontri mirati per gli adulti.
L’Accademia, frequentata da 140 bambini nati tra il 2005 e il 2009, punta fortemente sull’integrazione tra l’aspetto sportivo e quello educativo. Ai bambini che frequentano la scuola calcio al Mirabello, tre giorni alla settimana, dalle 17.30 alle 19, viene offerta anche la possibilità di fare il doposcuola. Venti bambini alla volta a rotazione, a partire dalle 14.30, sono seguiti da due educatori qualificati.
La società ha inoltre avviato una collaborazione con una psicologa e una dietista, alle quali i genitori e i ragazzi possono rivolgersi, a tariffe agevolate. Un modo per occuparsi a 360 gradi delle esigenze dei più piccoli e delle loro famiglie, come è stato spiegato ieri dal coordinatore organizzativo Alessandro Annovi e da quello dell’area formativa Nicola Simonelli.
L’Accademia, come detto, non trascura il rapporto con i genitori, per i quali è stato pensato un ciclo di formazione, che consiste in sei incontri, tra cui spicca “Genitori a bordo campo...come costruire un’importante alleanza educativa”. Un altro momento verterà invece sul tema “La costruzione di una relazione efficace tra adulto e bambino”.
«Il ruolo del genitore - dice Simonelli - deve essere quello di sostenerci. Per questo deve essere a bordo campo, non però dentro, ma nemmeno fuori. Noi non pensiamo come dicono alcuni, scherzando, che sarebbe meglio allenare degli orfani. Noi abbiamo bisogno delle famiglie».
La scuola calcio granata è una realtà legata a una società professionistica, che ambisce ad avere un vivaio nel quale pescare qualche talento. «Siamo dunque inclusivi - spiega Annovi - perché vogliamo dare spazio a tutti. Ma poi con i Pulcini, dagli 8- 10 anni, si inizia anche ad operare una qualche selezione dei più bravini, perché la missione è anche quella di portare qualcuno nel settore giovanile». E poi chissà, magari in prima squadra.
L’Accademia è stata lanciata l’anno scorso, su proposta del direttore generale Raffaele Ferrara, e poi si è notevolmente potenziata, a partire dalle sinergie che la società granata sta creando con le altre realtà reggiane, e anche di altre province. Il progetto è stato presentato nei giorni scorsi a 80 tecnici delle società affiliate ed amiche e il primo relatore è stato mister Alberto Colombo.
La Reggiana mira dunque a diventare un modello per quanti più soggetti possibili e guarda anche al mondo della scuola. «Abbiamo iniziato a Sesso proponendo un percorso di educazione motoria - dice Simonelli - e abbiamo intenzione di entrare in altri 36 istuti in questa stagione».
I responsabili dell’Accademia hanno un piccolo cruccio. «Sono iscritte solo tre bambine - spiega Simonelli - e dunque stiamo lavorando per aumentare la presenza femminile». II presidente Stefano Compagni ha inoltre aggiunto che sta per perfezionare un accordo con la Reggiana calcio femminile.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
