«Reggiana, gioca facile e tornerai alla vittoria»
La ricetta di Eugenio Sgarbossa contro il Cittadella, squadra del suo paese natale «Sono solidi e concreti in tutte le zone del campo. Attenzione alla punta Jallow»
REGGIO EMILIA. E' stato il giocatore più votato per gli anni Novanta, nel sondaggio promosso dal Gruppo Vandelli con la Gazzetta di Reggio, e per questo sarà effigiato nei murales dello stadio Mirabello. Eugenio Sgarbossa, capitano della Reggiana in serie A, con 151 presenze e due reti, è una vera e propria icona granata.
A Reggio, dove vivono i figli, il “Gegio” viene spesso e può capitare di incontrarlo alla rete di via Agosti a seguire gli allenamenti. Domenica scorsa ha seguito la partita tra Bassano e la squadra della sua città natale, il Cittadella, contro cui domani sarà impegnata la Reggiana. Ne abbiamo approfittato per farci raccontare qualcosa sulla capolista.
Che partita ha visto tra Bassano e Cittadella?
«Una bella sfida, dove alla fine avrebbe meritato qualcosa di più il Bassano».
Capolista da bocciare?
«Assolutamente no. Però domenica il Bassano ha giocato meglio e divertito. Il Cittadella può contare su un potenziale che non ha eguali in categoria. Sono meno belli da vedere ma più solidi e concreti in tutte le zone del campo».
Una vera corazzata?
«Più o meno. Domenica è uscito Pascali per un problema muscolare e se non recupera potrebbe essere una grave assenza per il Cittadella. Parliamo di un giocatore con esperienza e personalità».
Quindi nessun punto debole?
«Difficile trovarne. Personalmente non mi fa impazzire Iori, il mediano basso. Bravo, ma spesso rallenta l'azione e proprio per questo motivo la Reggiana dovrà essere brava a mandarlo in difficoltà».
Invece secondo lei chi potrebbe essere lo spauracchio?
«Attenzione a Jallow, un attaccante classe 95 davvero bravo e veloce. Domenica è salito nel secondo tempo ma credo proprio che partirà dall'inizio».
Il Cittadella è la candidata numero uno per la promozione?
«Credo di sì perché hanno una rosa ben attrezzata in tutti i ruoli, ma non sarà così semplice. Dovrà vedersela con Alessandria, Bassano, Pavia, Pordenone e la stessa Reggiana».
Due punti nelle ultime quattro partite: non esattamente un bel ruolino di marcia per i granata...
«Eppure sono a tre punti dalla vetta. Questo per dire che stiamo parlando di un campionato equilibrato e molto strano".
La Reggiana non sta attraversando un bel momento. Da veterano granata che consigli dà?
«Sembrano frasi fatte ma servono solo lavoro e concentrazione. Se fossi nel tecnico direi ai giocatori di giocare facile: non c'è niente da inventare».
E magari fare quadrato nello spogliatoio?
«Quello sempre: il luogo sacro per eccellenza».
Una volta era un luogo sacro. Adesso non è esattamente così: senza distinzione di piazza o categoria.
«E' vero. Ai miei tempi quello era un luogo sigillato ermeticamente. Adesso, nell'era dei social, ogni minimo screzio diventa pubblico dopo una frazione di secondo».
Il tecnico Colombo è stato confermato dal presidente Compagni senza se e senza ma. Condivide?
«Assolutamente sì. Tutta la mia stima per il presidente».
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