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«Reggiana, gioca facile e tornerai alla vittoria»

di Cristiana Filippini
«Reggiana, gioca facile e tornerai alla vittoria»

La ricetta di Eugenio Sgarbossa contro il Cittadella, squadra del suo paese natale «Sono solidi e concreti in tutte le zone del campo. Attenzione alla punta Jallow»

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REGGIO EMILIA. E' stato il giocatore più votato per gli anni Novanta, nel sondaggio promosso dal Gruppo Vandelli con la Gazzetta di Reggio, e per questo sarà effigiato nei murales dello stadio Mirabello. Eugenio Sgarbossa, capitano della Reggiana in serie A, con 151 presenze e due reti, è una vera e propria icona granata.

A Reggio, dove vivono i figli, il “Gegio” viene spesso e può capitare di incontrarlo alla rete di via Agosti a seguire gli allenamenti. Domenica scorsa ha seguito la partita tra Bassano e la squadra della sua città natale, il Cittadella, contro cui domani sarà impegnata la Reggiana. Ne abbiamo approfittato per farci raccontare qualcosa sulla capolista.

Che partita ha visto tra Bassano e Cittadella?

«Una bella sfida, dove alla fine avrebbe meritato qualcosa di più il Bassano».

Capolista da bocciare?

«Assolutamente no. Però domenica il Bassano ha giocato meglio e divertito. Il Cittadella può contare su un potenziale che non ha eguali in categoria. Sono meno belli da vedere ma più solidi e concreti in tutte le zone del campo».

Una vera corazzata?

«Più o meno. Domenica è uscito Pascali per un problema muscolare e se non recupera potrebbe essere una grave assenza per il Cittadella. Parliamo di un giocatore con esperienza e personalità».

Quindi nessun punto debole?

«Difficile trovarne. Personalmente non mi fa impazzire Iori, il mediano basso. Bravo, ma spesso rallenta l'azione e proprio per questo motivo la Reggiana dovrà essere brava a mandarlo in difficoltà».

Invece secondo lei chi potrebbe essere lo spauracchio?

«Attenzione a Jallow, un attaccante classe 95 davvero bravo e veloce. Domenica è salito nel secondo tempo ma credo proprio che partirà dall'inizio».

Il Cittadella è la candidata numero uno per la promozione?

«Credo di sì perché hanno una rosa ben attrezzata in tutti i ruoli, ma non sarà così semplice. Dovrà vedersela con Alessandria, Bassano, Pavia, Pordenone e la stessa Reggiana».

Due punti nelle ultime quattro partite: non esattamente un bel ruolino di marcia per i granata...

«Eppure sono a tre punti dalla vetta. Questo per dire che stiamo parlando di un campionato equilibrato e molto strano".

La Reggiana non sta attraversando un bel momento. Da veterano granata che consigli dà?

«Sembrano frasi fatte ma servono solo lavoro e concentrazione. Se fossi nel tecnico direi ai giocatori di giocare facile: non c'è niente da inventare».

E magari fare quadrato nello spogliatoio?

«Quello sempre: il luogo sacro per eccellenza».

Una volta era un luogo sacro. Adesso non è esattamente così: senza distinzione di piazza o categoria.

«E' vero. Ai miei tempi quello era un luogo sigillato ermeticamente. Adesso, nell'era dei social, ogni minimo screzio diventa pubblico dopo una frazione di secondo».

Il tecnico Colombo è stato confermato dal presidente Compagni senza se e senza ma. Condivide?

«Assolutamente sì. Tutta la mia stima per il presidente».

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