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«La Grissin Bon deve ragionare sempre da grande squadra»

di Linda Pigozzi
«La Grissin Bon deve ragionare sempre da grande squadra»

Basket serie A, il ds biancorosso Alessandro Frosini «Non siamo sul mercato, vogliamo far uscire i nostri valori»

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REGGIO EMILIA. Ragionare da grande squadra. Sempre e a tutti i livelli.

Snocciola il suo credo, il ds biancorosso Alessandro Frosini alla vigilia della durissima trasferta a Pistoia, scoglio invalicabile per tanti in questo primo scorcio di stagione.

«Non penso solo a Pistoia - spiega - ma anche alla partita interna di coppa con Ludwisgburg di mercoledì: due gare in cui dobbiamo dimostrare di credere nel lavoro che stiamo facendo. Il nostro compito è aumentare l’intensità in allenamento per essere poi pronti quando giochiamo».

Pronti per...?

«Per aumentare i minuti in cui siamo coesi, per limitare i black out in cui sprechiamo i vantaggi mentali. Sono fiducioso, non possiamo distrarci adesso che si entra nel vivo. Passi falsi li abbiamo già commessi e non deve più accadere. Adesso dobbiamo andare avanti con la massima determinazione».

Coesione, coralità: è questa la chiave per crescere?

«C’è bisogno di tutti. Nella mia idea, questa squadra ha tutti giocatori che possono stare in campo 20’ a testa, se poi i minutaggi sono maggiori o minori lo decide l’allenatore a seconda della gara e delle condizioni. Finora questa squadra ha già giocato 15 partite, il numero che un team che non gioca la coppa affronta in metà stagione. Non possiamo pensare che a giocare siano sempre gli stessi, dobbiamo ragionare da grande squadra».

Che margini di crescita vede?

«Siamo un cantiere ancora aperto, questa squadra deve ancora trovare le proprie certezze e un suo equilibrio. Le ultime due partite hanno dimostrato che, dopo un momento di smarrimento, la squadra c’è, ha una certa base e determinati valori. Adesso dobbiamo lavorare per riuscire a esprimerli per tutti i 40’ e non solo a tratti, come è successo. Dobbiamo ancora crescere a livello di conoscenza di gioco. E’ ovvio che giocare due volte a settimana ci impedisce di allenarci tanto. Il bellissimo inizio di stagione ci aveva illuso che fossimo subito grandi, ma la realtà è che c’è ancora tanto da lavorare. Adesso ci vedremo all’opera in un campo difficile come quello di Pistoia».

Che gara s’aspetta in Toscana?

«Storicamente soffriamo molto quel campo in cui negli ultimi anni non abbiamo mai vinto. Rispetto al passato c’è però qualcosa di diverso: ora Pistoia è prima e il nostro rispetto deve essere massimo. Le motivazioni non mancano: ci aspetta un compito arduo e ci si aspetta che la squadra sia conscia di questo».

Quali i punti di forza della sorprendente capolista Pistoia?

«Se Pistoia è prima è perché ha interpretato al meglio questo inizio di campionato. E’ un bel gruppo, ben allenato da Esposito. Oltre a qualche rivelazione come Kirk, un giocatore molto interessante, c’è un play come Moore che ha un gran feeling con l’allenatore e due nostre vecchie conoscenze, Filloy e Antonutti. Non voglio dimenticare gli esterni Knowles e Blackshear, pericolosi e con punti nelle mani».

La Grissin Bon arriva al big match rinfrancata da due successi...

«La squadra ha fatto un’ottima gara in Eurocup contro un’avversaria, Berlino, che è al vertice della Bundesliga. Questa vittoria prodotta da diversi protagonisti, non può che far bene ai nostri ragazzi e indicare loro la direzione su cui continuare a lavorare».

Per ora sono emerse alcune nette indicazioni. La prima è che con De Nicolao il team riesce a girare al meglio.

«La squadra è stata costruita con due play complementari e comunque intercambiabili. Gentile sta facendo fatica a trovare il suo ritmo e il suo modo di giocare all’interno di questa squadra. Ha alternato buone gare ad altre meno buone. Le sue difficoltà credo siano legate alla condizione fisica che non è ancora perfetta. In estate ha subìto un intervento chirurgico al ginocchio e ha dovuto recuperare in fretta. E’ ancora imballato di lavoro e di conseguenza non riesce a essere brillante. Il fatto che a volte faccia tiri corti mi porta a pensare che non abbia ancora una gran confidenza nelle gambe. Lui è un professionista vero e sta lavorando molto. Lo staff ha fiducia in lui ed è qui a incoraggiarlo. Adesso De Nicolao sta interpretando bene il nostro basket e dovrà continuare a farlo. Io continuo a credere che anche Gentile uscirà».

Sotto canestro è evidente che ultimamente Veremeenko stia facendo meglio di un Lavrinovic un po’ offuscato.

«Sono già diversi mesi che lavoriamo ed è normale essere in calo in un paio di partite. L’importante in una squadra come la nostra è trovare risorse nel momento in cui qualcuno non gioca al massimo. Sulle qualità di Veremeenko non ho dubbi anche se, purtroppo, un inizio un po’ sfortunato l’aveva rallentato. Credo che sia già entrato nel cuore dei tifosi che hanno capito che lui è un giocatore che in campo dà tutto».

La squadra è chiusa o tornerete sul mercato?

«Al momento la squadra è questa. Una squadra competitiva che deve ancora lavorando per raggiungere obiettivi importanti. Abbiamo la necessità che venga fuori anche Pechacek e che arrivi a darci minuti di qualità in un ruolo in cui abbiamo Lavrinovic e Veremeenko, che mostri aggressività quando Menetti gli dà spazio. Adam fatica come centro? E’ un giocatore più esterno, ma sia in campionato sia in coppa può dare dinamicità nel ruolo di cinque con la sua velocità di piedi e di corpo e può essere una buona soluzione sui raddoppi e sul trap di pick and roll».

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