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«Ho un’eredità pesante, devo crescere»

di Adriano Arati
«Ho un’eredità pesante, devo crescere»

Stefano Gentile: «Vengo dopo Cinciarini, amatissimo, e ci sono aspettative. Ma questa è una squadra che punta in alto»

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REGGIO EMILIA. «Ho un’eredità pesante da riempire. Finora non sono stato sempre continuo, spero di migliorare in questo». Stefano Gentile riflette sulle recenti settimane, segnate da 4 sconfitte e poi 3 vittorie filate e da dubbi sulla situazione in regia della Grissin Bon. Oltre che da qualche malumore del pubblico nei suoi confronti.

Con Pistoia avete dato una bella risposta su un campo difficilissimo.

«E’ una squadra che mostra la bravura del suo allenatore e che sa sfruttare i suoi punti di forza, in classifica non è lì per caso. E noi siamo stati bravi a rispondere nel modo giusto».

Ha fatto una buona gara, dopo i problemi con Berlino. Come vive questo periodo?

«Non fa mai piacere avere critiche e sapere che c’è qualcosa che non va. Io però devo solo continuare a migliorare».

Dove?

«Il mio ruolo non è facile, in questa squadra, anche perché è una squadra nuova. Sinora non sono stato continuo, anche per qualche problemino fisico. In questo devo crescere».

Quanto pesa il ruolo di regista titolare?

«So di venire dopo un giocatore, Cinciarini, amatissimo dai tifosi e che ha fatto la storia recente di Reggio Emilia».

Un’eredità pesante?

«Ci sono aspettative, e d’altronde questa è una squadra che punta in alto, lo sapevamo. Come sapevo che Reggio è uno degli ambienti più caldi del basket italiano oggi».

Per lei non ci sono sconti?

«Sono nuovo e vengo dopo un giocatore molto amato. Magari, con chi ha già dimostrato tanto qui, il pubblico ha comprensibilmente più pazienza».

A proposito di novità. Reggio ha cambiato volto. Quanto pesa questo mutamento nei vostri alti e bassi?

«Sono cambiati solo 4 giocatori, ma sono cambiamenti pesanti. Intanto, i due registi, e poi è arrivato un giocatore come Aradori. Pietro è molto diverso rispetto a Diener».

Ci vuole tempo?

«Dobbiamo sicuramente migliorare e crescere, senza però scordarci i risultati. Quelli sono importanti».

Anche per crescere.

«Sì, perché ci si può allenare tanto, ci si può allenare benissimo, ma certe cose, un certo tipo di coesione, si trova solo giocando le partite dove si deve vincere».

Nonostante il periodo non semplice, sembra sereno.

«So di dover crescere, in primo luogo come continuità. E so che le aspettative erano alte e che non sarebbe stato facile, nel mio ruolo. Ma posso solo lavorare per migliorare, come tutta la squadra. Davvero, non scordiamoci che siamo una formazione nuova».

Si parlava di gare da vincere. Quella di mercoledì col Ludwigsburg quanto pesa?

«Tanto, perché passare il turno è un obiettivo importantissimo. Questo a livello personale e anche per la squadra».

Vincendo è fatta?

«Bisognerà aspettare gli altri risultati. Dovremo fare una grandissima prestazione per vincerla e avvicinarci all’obiettivo. Come abbiamo già fatto mercoledì scorso contro Berlino, anche questo sarà un impegno durissimo».

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