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«A Reggio l’addio di Kobe al basket»

di Adriano Arati
«A Reggio l’addio di Kobe al basket»

La Gazzetta di Reggio lancia la petizione per rivedere la star dei Lakers al Bigi per una grande festa

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REGGIO EMILIA. Un ultimo inchino davanti al sipario. Una gara di commiato al palaBigi, dove ha iniziato a essere un giocatore, sarebbe un modo commovente per chiudere definitivamente la carriera di Kobe Bryant. La Gazzetta di Reggio ha lanciato una petizione, cui tutti possono aderire su www.change.org “Rivogliamo Kobe Bryant a Reggio Emilia”, perché la partita di saluto del fenomeno di Philadelphia si svolga proprio a Reggio, nella città in cui è rimasto anni al seguito del papà Joe, all’epoca crivellatore di retine per i biancorossi.

L’addio al basket è definitivo, ormai è chiaro, e neppure l’amore per il nostro paese smuoverà Bryant, le sue parole sono chiare: «Mi piacerebbe giocare in Italia, ma non posso». Il fisico, come ha spiegato nella sua struggente lettera di addio, gli ricorda che siamo all’ora dei saluti. L’attività agonistica di uno dei più grandi interpreti del gioco è decisa, o in primavera con la fine della stagione dei Lakers, che difficilmente arriveranno ai play off, o al massimo in autunno a Rio de Janeiro alle Olimpiadi. L’obiettivo della federazione statunitense è quello, portare Bryant ai giochi, e sarebbe un grande modo per riconoscere la sua grandezza, con una probabilissima medaglia d’oro olimpica, la terza in carriera.

A quel punto, quale modo migliore di finire dove ha iniziato, al palaBigi?

La Gazzetta di Reggio sosterrà la petizione sperando che l’eco arrivi anche a Los Angeles. Una partita di esibizione, ovviamente, senza nulla in palio se non l’ombra del talento e della grinta infinita di un giocatore come se ne sono visti pochissimi in oltre un secolo di pallacanestro.

La casa ideale è proprio il Bigi, quel palazzo dove il giovane Kobe sgambettava con gli amici come raccattapalle nelle gare casalinghe di papà Jelly Bean, e usava ogni momento di libertà per tirare a canestro. Una passione divorante, quella che l’ha guidato oltre alle immense doti tecniche e atletiche, che a Reggio è cresciuta tanto, nei primi momenti “veri” di pallacanestro. E sarebbe bello che proprio qui si fermasse il treno, in quell’Italia che per Kobe rappresenta una seconda casa. A Reggio, dove conserva amici e ricordi, e non altrove. Già, perché le lotte campanilistiche sono sempre presenti nel nostro paese, e da Bologna l’ex presidente della Virtus Sabatini propone che sia Bologna a accogliere l’esibizione di saluto.

Ma se Italia deve essere, e si spera proprio che sia, c’è una candidata che più di tutte le altre ha le credenziali per aspirare a ottenere la sede. E quella candidata si chiama Reggio Emilia.

La fiammella della speranza continua a bruciare, e a ogni modo venti anni di giocate indimenticabili rimarranno qui, quelli non scapperanno mai.

Grazie Kobe, e speriamo di vederci presto. In via Guasco, ovvio.

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