Ecco la “fabbrica” dei talenti granata
Dentro il Mirabello, tra lezioni di tecnica con Alessi, partite spensierate, doposcuola e incontri formativi con le famiglie
REGGIO EMILIA. All’apparenza è una scuola calcio come le altre. L’odore di erba misto terra, i palloni, gli allenatori, i bambini entusiasti di scendere in campo e le urla degli uni e degli altri prima, durante e dopo l’allenamento.
Ma l’Accademia del calcio “Beppe Alessi” non è proprio una scuola come le altre, a partire dal fatto che si trova all’interno dello stadio Mirabello. Lo si capisce anche guardando quella marea di bambini, novanta tra i 9 e i 10 anni e altri cinquanta tra i 5 e gli 8 anni, che vestono tutti le divise della Reggiana e calcano un campo dove sono passati grandi giocatori.
Questa accademia è nata l'anno scorso per volontà di Alessandro Barilli, Marco Bernardi, Davide Caprari, Fausto Vezzani e Raffaele Ferrara.
DOPOSCUOLA. Sono quasi le 17 quando varchiamo la soglia degli spogliatoi dello storico impianto di via Matteotti. Ad accoglierci è Alessandro Annovi, coordinatore dell'Accademia, che ci mostra con orgoglio la prima tappa di questo nostro viaggio: un’aula adibita a doposcuola per il Progetto Campus con la collaborazione della cooperativa sociale Progetto Crescere, alla quale aderiscono una ventina di bambini che con educatori professionisti, nonché psicologi e logopedisti, passano il tempo facendo i compiti e giocando (quando siamo entrati era in corso un'avvincente partita di Subbuteo) in attesa dell'allenamento delle 17.30.
SOGNANDO PAROLA. Alle 17.10 è già ora di aprire i cancelli e fare entrare la prima ondata di bambini in attesa di calciare un pallone. Entrano già tutti vestiti, in divisa ufficiale, e affollano gli spogliatoi che un tempo accoglievano miti del calcio nostrano e non solo. Tra loro ci sono anche tre bambine, tra cui Chiara, che ci spiega che fa calcio perché «anche mia sorella che ha 12 anni è alla Reggiana femminile». E confida: «Non ho altre passioni, solo il calcio e il mio giocatore preferito è Andrea Parola, perché è un difensore come me». Stare in mezzo a tanti maschi è un problema? Per niente. Anzi: «Mi faccio rispettare», risponde decisa.
I ragazzini hanno tutti le idee chiare: «Voglio fare il calciatore», ci dicono in coro Davide e Tommaso . Entrambi ci dicono che Perilli è un bravo guardiano, ma nel loro Pantheon di idoli ci sono Buffon e Handanovic. Davide è un terzino e ci dice che ha «visto tutte le partite della Regia» e il suo «preferito è Mogos». Mentre per Cristian, che di «mestiere» fa la punta, l'idolo è Ronaldo e ha anche la “sfrontatezza” per bacchettare il bomber granata Rachid Arma. «Ne sbaglia un po' troppi», afferma sicuro.
AMICIZIA. Ma non c’è tempo, bisogna correre in campo perché gli amici aspettano. Perché di amici bisogna parlare prima ancora che di compagni di squadra. Una filosofia scontata, ma non per tutti. «Dobbiamo essere coerenti nei contenuti umani prima ancora che tecnici - ci spiega Andrea Dall'Asta, responsabile tecnico -. Con i bambini lavoriamo affinchè vogliano e sappiano perché stare insieme, il fare gruppo. Con il gioco si fa tutto, si affrontano vari temi che emergono di volta in volta e negli spogliatoi se ne discute, per passare da un modo di pensare individuale a uno pià orientato al collettivo. Ogni tanto - conclude Dall'Asta - si organizza pure un torneo interno per stemperare la competizione tra bambini, distogliendoli dall'agonismo e dai risultati, secondari a quest’età».
BEPPE ALESSI. La tecnica individuale, tuttavia, non viene trascurata. Anzi. Si tratta pur sempre della scuola calcio del maggiore club della provincia. Del settore giovanile della Reggiana. Per questo Giuseppe Alessi, appese al chiodo le scarpe da gioco, sottopone i giovanissimi calciatori a sedute di palleggio, controllo del pallone, passaggi e tutto quanto concerne la tecnica pura. I bambini, che di Beppe sanno ovviamente poco, sembrano davvero molto entusiasti di queste sessioni di “lavoro” extra.
Questa Accademia lavora a pieno regime con una ventina di istruttori e circa 140 bambini. Una scuola con numeri straordinari e un senso di appartenenza alla Regia che si respira dal più piccolo dei 2010 al più grande dei 2005.
Ci sono le partite, sì. Giocano tutti (si formano tre squadre nei gruppi più numerosi) e la domenica c'è pure l'incontro con le squadre di club professionistici. Diagonali, simulazioni e tatticismi sono banditi. C'è l'entusiasmo e l'orgoglio di giocare per la Reggiana, di accompagnare la prima squadra la domenica e di cantare, quando si vince o quando si è “solo” contenti il “Totalmente dipendente” intonato dalla curva Sud alla partita dei grandi AL Città del Tricolore.
FAMIGLIE AL CENTRO
L’Accademia dialoga ovviamente anche con i genitori. Per questo è stato lanciato un ciclo di incontri di formazione rivolti alle famiglie. Proprio ieri al Mirabello il presidente di Conad Centro Nord Marzio Ferrari e la nutrizionista Chiara Marini, hanno incontrato i genitori per parlare di alimentazione, allenamenti e corretti stili di vita.
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