Gli Arsan chiamano “alle armi” il pubblico: «Un Bigi infuocato»
REGGIO EMILIA. «Dobbiamo tornare a respirare l’aria di sei mesi». A conferma di quanto sia sentita la sfida con Milano, arriva anche la chiamata alle armi degli Arsân, i tifosi organizzati della...
REGGIO EMILIA. «Dobbiamo tornare a respirare l’aria di sei mesi». A conferma di quanto sia sentita la sfida con Milano, arriva anche la chiamata alle armi degli Arsân, i tifosi organizzati della Grissin Bon, che in una lettera aperta si rivolgono a tutto il pubblico del palaBigi perché accolga l’Olimpia con la massima intensità. Non che in questa stagione il sostegno degli spettatori sia mai mancato, e anzi ci sono stati pochissimi malumori e molta spinta anche nelle partite meno brillanti. Questa però è un’occasione speciale, ricordano gli Arsân.
«L’anno scorso c’era un sogno, inizialmente quasi irrealizzabile, da raggiungere lottando con i denti partita dopo partita – scrivono i tifosi – Sull’onda dell’entusiasmo, al Bigi era ben percepibile una certa elettricità nell’aria, c’era tensione, c’era la carica, c’era la voglia di andare a prendersi quel sogno e ognuno tifava, cantava, incitava, spingeva la squadra verso quel risultato che poi non c’è stato».
Adesso, è il momento di ritrovare quella “tensione”. «Domenica a casa nostra arriva l’armata Olimpia Milano e sarebbe eccezionale se, dopo qualche partita di comprensibile flessione, si tornasse a respirare l’aria di sei mesi fa».
Quindi, è l’invito degli Arsân agli altri sostenitori, «cantate, battete le mani, divertitevi a sostenere la squadra verso la vittoria, e fatelo indossando i nostri amatissimi colori. È il momento di tornare a fare casino tutti insieme… dai c’andom!».
Si punta a un palazzetto tutto bianco e rosso, per accogliere i grandi favoriti della serie A. La chiamata alle armi riguarda tutto il pubblico, e la speranza è quella di un palaBigi rumorosissimo per 40 minuti.
In contemporanea, nel tifo biancorosso c’è pure un’altra questione sentita, quella che gravita attorno all’ex capitano Andrea Cinciarini, al primo ritorno in città. L’ambiente è diviso in due. Da un lato quelli ancora legati al play, per tre anni simbolo della squadra, amatissimo dalla curva, che vorranno applaudire un giocatore importante negli anni più brillanti della Pallacanestro Reggiana. Dall’altra, quelli che invece non hanno gradito l’addio di luglio, soprattutto per i modi, con quel logorante tira e molla concluso poi con la partenza. Le accoglienze pensate dalle due “fazioni”, non saranno simili fra loro, almeno a quanto emerge dalle discussioni di questi giorni. (adr.ar.)
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