Il presidente granata «Regia, il bel gioco è il migliore regalo»
Compagni spera in un dono di compleanno contro il Pavia E conferma: «A gennaio la società tornerà sul mercato»
REGGIO EMILIA. «Alla Reggiana chiedo di giocare bene e poi i risultati verranno di conseguenza». E’ questo il regalo che il presidente Stefano Compagni chiede alla squadra per il suo cinquantunesimo compleanno, festeggiato nei giorni scorsi, in vista della partita di domenica alle 17.30 contro il Pavia al Città del Tricolore.
Presidente, si aspetta una reazione rispetto all’ultimo periodo nero?
«Mi aspetto che la squadra confermi quanto di buono ha fatto vedere con il Cittadella, dove è mancato il risultato anche per un po’ di sfortuna. Siamo in un momento un po’ così, con qualche infortunato, ma i ragazzi sono arrabbiati e decisi a dare la svolta. E io ho fiducia in loro. Anche a Cittadella hanno messo molto impegno e alla fine i tifosi li hanno applauditi perché hanno apprezzato l’impegno».
Dopo un momento di tensione l’ambiente sembra tornato sereno...
«Lo spogliatoio è carico e unito e tutti sanno che la Reggiana ha le capacità e possibilità di invertire la rotta, anche se ci aspettano un trittico di sfide molto impegnativo (Pavia, Albinoleffe in trasferta e Alessandria, ndr). Abbiamo bisogno del risultato perché solo così si potrà tenere alto il morale».
Come vede il Pavia?
«Credo che la prestazione in Coppa Italia, dove ha perso all’ultimo con il Verona, abbiamo dimostrato che questo girone è molto difficile, perché ci sono squadre forti, che giocano bene. E lo conferma la vittoria a Palermo dell’Alessandria, sempre in Coppa».
L’apertura del calciomercato si avvicina. Conferma che comprerete un difensore e qualcuno sugli esterni?
«Non ci nascondiamo che in certi ruoli la coperta è un po’ corta. A gennaio la società interverrà sul mercato, come detto anche dal dg Raffaele Ferrara, per coprire quei ruoli dove siamo più sguarniti. Lo faremo con attenzione, guardando al bilancio e alle nostre possibilità economiche».
La Reggiana di oggi è questa. Quella del futuro, forse, uscirà dall’Accademia, dove oggi ci sono i bambini delle classi comprese tra il 2005 e il 2009...
«L’Accademia del calcio è un progetto al quale teniamo moltissimo e che ha avuto un successo che va oltre le nostre aspettative, grazie all’impegno e capacità di chi ci lavora. Per questo vogliamo ampliare ancora di più questa esperienza. Lo scopo è prima di tutto educativo. Non pensiamo di avere a che fare con dei calciatori, ma con dei bambini che devono crescere. Poi chissà, se magari qualcuno di loro diventasse in futuro un calciatore granata sarebbe motivo di grande orgoglio».
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