Gazzetta di Reggio

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Reggiana da applausi, ma è solo pari

di Jacopo Della Porta
Reggiana da applausi, ma è solo pari

I granata schiacciano il Pavia, mai pericoloso, colpiscono due legni nel secondo tempo e sfiorano la rete in più occasioni

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REGGIO EMILIA. La Reggiana semina ma non raccoglie. La squadra di Alberto Colombo ha dominato un piccolo Pavia, che al Città del Tricolore ha badato solo a non prenderle, provando più che altro a giocare di rimessa.

I granata cominciano ad avere troppi conti in sospeso con la sfortuna e ieri per due volte i legni hanno salvato nella ripresa il portiere lombardo Davide Facchin, prima su tiro deviato di Bruccini che è finito sul palo e poi su colpo di testa di Spanò che ha preso in pieno la traversa.

Come era accaduto a Cittadella la Reggiana deve accontentarsi della prestazione e i punti sono stati meno di quelli meritati. La vetta della classifica ora si allontana: i granata sono al nono posto, a 8 lunghezze dal Cittadella, e soprattutto non trovano la via della vittoria dal 25 ottobre, in casa con la Cremonese.

Molte comunque, nonostante il risultato, le note positive del match di ieri sera, dove la squadra ha giocato con il cuore ma anche con la testa, dimostrando quella serenità di cui si era parlato in settimana, nonostante il momento non positivo.

Il primo dato che emerge è che l’inedita difesa ha fatto molto bene, a differenza di quanto accaduto nella trasferta di Cittadella. De Biasi, fatta eccezione per una sbavatura che poteva costare molto ai granata, si è rifatto rispetto alla precedente partita, mostrando sicurezza e mettendosi in evidenza con delle belle chiusure, così come Frascatore, mai così positivo come ieri sera. Una prestazione, quella del trio difensivo, che dà un po’ di tranquillità in più all’allenatore, che in questo periodo ha gli uomini contati nel reparto arretrato.

In settimana Colombo aveva chiesto ai suoi maggiore spinta sulle fasce e finalmente dagli esterni sono arrivati dei cross, grazie anche alla vena di Bartolomei che ha svariato a destra e sinistra e buttato in mezzo buoni palloni, su uno dei quali Arma ha colpito di testa e indirizzato verso la porta, dove il portiere avversario ha fatto buona guardia. Ma è stato tutto il centrocampo che ha brillato e ha surclassato quello del Pavia.

I lombardi hanno dato l’impressione fin dai primi minuti di voler giocare in contropiede, cercando di rallentare il gioco, talvolta anche perdendo tempo nelle rimesse dal fondo del portiere. Il montecchiese Andrea Ferretti si è visto in avvio con un paio di guizzi, poi è sparito come tutta la sua squadra. L’unica azione pericolosa dei lombardi si è registrata al 36’ del primo tempo, con un tiro potente di Marchi. La panchina del Pavia traballa da tempo, si dice, e ieri in tribuna si è visto tra gli spettatori l’allenatore Alberto Cavasin.

La ripresa è stato un monologo granata, con gli ospiti che sono stati progressivamente schiacciati indietro.

Nolè non è stato positivo come nelle precedenti gare e non ha inciso, mente Giannone, che gli è subentrato ha fatto bene e ha dato vivacità. Arma ha fatto la solita partita di sacrificio, ma in area i granata hanno combinato poco, rendendosi più pericolosi con i tiri da fuori.

La Reggiana ha sfiorato il gol in più occasioni e in più modi. Oltre ai due legni, i giocatori granata si sono resi pericolosi con diverse conclusioni. Bruccini ha fatto la barba al palo con una botta da fuori, mentre Angiulli ha tentato la prodezza di tacco quasi dalla linea di fondo. La traversa di Spanò è arrivata a una manciata di minuti dalla fine, a conferma che la porta ieri era davvero stregata. La traversa aveva già negato la vittoria alla Reggiana nel recupero a Busto Arsizio e il pareggio nella partita interna con il Pordenone.

A fine gara i giocatori di Colombo hanno raccolto solo applausi da tutti i settori dello stadio. Più di così, sotto il profilo dell’impegno, il pubblico non poteva chiedere.

Resta l’amaro in bocca per una partita che si poteva vincere, contro un avversario che alla luce di quanto ha mostrato ieri sera continua ad essere in un momento d’appannamento, anche se ha due punti in più in classifica.

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