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Grissin Bon, la Final8 non è ancora certa

di Linda Pigozzi
Grissin Bon, la Final8 non è ancora certa

Anche se al top, i biancorossi non possono perdere colpi

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REGGIO EMILIA. Primi dopo lo scacco alla regina EA7. Primi dopo dieci giornate e ancora non c’è certezza di poter prendere parte alla Final Eight di Coppa Italia, la manifestazione di Lega in programma dal 19 al 21 febbraio 2016 al Forum d’Assago, cui accedono le prime otto classificate al termine del girone d’andata.

Primi nel gruppone di testa, forti delle sette vittorie sin qui conquistate, i biancorossi di Max Menetti non devono assolutamente abbassare la guardia perché in un campionato così equilibrato basta uno scivolone per cadere in acque torbide. Da giocare nel girone d’andata non restano che cinque gare, tre delle quali in trasferta. E non proprio su campi notoriamente agevoli.

La prima, già domenica, sarà al pala Pentassuglia, tana dell’Enel Brindisi dove la Grissin Bon edizione 2015/16 è già caduta (82-79, il finale) nella gara d’esordio della nuova stagione d’Eurocup.

Non sarà prevedibilmente una passeggiata neppure la trasferta prenatalizia a Sassari la sera del 23 dicembre. I sardi del nuovo condottiero Marco Calvani, asfaltati nell’ultimo turno da Trento, hanno assoluto bisogno di macinare vittorie ed è logico attendersi che isseranno alte mura soprattutto nelle sfide al pala Serradimigni. L’ultima trasferta dell’andata per i biancorossi arriverà nel 2016. Il 3 gennaio, salvo spostamenti per esigenze televisive, si giocherà nell’arena di Casalecchio della Virtus Bologna. Campo mai facile per la Pallacanestro Reggiana. Quando odorano l’aria di derby, le V nere sono infatti solite tirar fuori risorse inaspettate per sconfiggere i biancorossi, come accaduto una moltitudine di volte in passato.

Più agevoli, almeno sulla carta, le due sfide interne che aspettano Kaukenas e soci nell’ultimo spicchio del girone d’andata. Domenica 20 sbarca in via Guasco, la Pasta Reggia Caserta che, al di là delle arcinote acredini fra le tifoserie, non può essere considerata un’avversaria del livello della Grissin Bon. Nell’ultima gara del 2015, domenica 27, la truppa reggiana incrocerà le armi in via Guasco con Varese e qui sarà d’obbligo mettere al sicuro il risultato. In via Guasco, Reggio non perde in regular season da qualcosa come 19 giornate. Escludendo le sconfitte degli scorsi play off per vedere una Grissin Bon uscire capo chino dal Bigi bisogna tornare alla seconda di campionato della passata stagione, quando i biancorossi issarono bandiera bianca davanti alla Vanoli Cremona.

Vuol dir tanto, un fattore campo così forte, ma per restare al top bisognerà inanellare successi anche lontano dalla rassicuranti mura domestiche. E il cammino che aspetta il team reggiano potrebbe rivelarsi particolarmente arduo soprattutto se si continueranno a commettere gli errori che, sino ad ora, ne hanno condizionato le prestazioni.

In primis, la mancanza di continuità nell’arco dei 40’.

Vive infatti ancora troppo d’alti e bassi, questa squadra, e l’andamento ondivago s’è verificato anche nelle recentissime partite poi comunque finite in gloria. Predicar continuità è all’ordine del giorno per lo staff reggiano, perfettamente consapevole, come ha più e più volte sottolineato il coach Max Menetti, che trovare costanza nel rendimento nell’arco di ogni singola gara (e non solo nel medio periodo) è un passaggio fondamentale per la crescita del team.

Non solo. La crescita del team passa necessariamente dalla crescita di alcuni elementi che ancora non si sono espressi ai livelli attesi dallo staff tecnico che li ha voluti. Su tutti Adam Pechacek e Stefano Gentile, pur con le debite differenze visti i ruoli diversi e le differenti aspettative su di loro. Il recente problema alla schiena accusato dal regista titolare complica ulteriormente le cose. Il percorso del figlio dell’ex biancorosso Nando era già stato rallentato dalla riabilitazione che il play aveva iniziato in estate dopo l’intervento chirurgico al ginocchio. Il nuovo stop, che si spera breve, rischia di inficiare ancora il processo di miglioramento.

Timidi segnali positivi di una crescita in atto li ha finalmente espressi Adam Pechacek. Che, dopo tante gare da spettatore, ha offerto 6’ di discreta qualità nella supersfida vinta domenica sera contro la corazzata EA7. Difesa, tanto impegno e pure un centro dalla media per il lungo ceco che già domani sera, nella sfida d’Eurocup a Le Mans, sarà chiamato a confermarsi e, si spera, persino a migliorarsi.

Per il big match di coppa e per le prossime e importantissime sfide campionato che separano dal termine del girone d’andata sarà importante che ritrovi lo smalto offensivo perduto Darjus Lavrinovic. Il fuoriclasse lituano, verosimilmente un po’ provato fisicamente, è parso in flessione in fase offensiva e anche nel match contro i milanesi griffati Armani ha steccato più e più volte in attacco, sbagliano - e questo è ciò che preoccupa - anche i “suoi” canestri, quelli che più di tutti ha nelle corde.

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