Lo scorso luglio il suo ingresso era dato per sicuro
REGGIO EMILIA. Sembrano passati decenni invece risale solo a fine di luglio, la conferenza stampa al stadio Città del Tricolore per il passaggio di consegne da Barilli a Compagni & C. Una...
REGGIO EMILIA. Sembrano passati decenni invece risale solo a fine di luglio, la conferenza stampa al stadio Città del Tricolore per il passaggio di consegne da Barilli a Compagni & C. Una conferenza affollata che aveva visto insieme Compagni, Barilli, Medici, Vavassori, Fontanili e Ferrara. Ma soprattutto una conferenza dove Pietro Vavassori parlando già da cuore granata, dichiarava di sognare una polisportiva tra calcio e basket. Era il coronamento di un percorso iniziato più di un anno prima con l'arrivo in maglia granata di Colombo, Ferrara, Zullo, Armonia, Federici e un bel "tot" di giocatori. Una migrazione di massa che aveva portato tutti a dire: «E' logico che dietro l'arrivo di staff tecnico e giocatori, c'è quello di Vavassori». Ma un ingresso sempre rimandato dal momento che c'era il problema, da parte di Vavassori, della cessione della Pro Patria. Finalmente l'estate scorsa arriva la cessione della società e per il patron dell'Italsempione la strada sembrava spianata. Invece qualcosa si rompe.
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