Segnò un gol alla Reggiana ora la sfida da allenatore
Marco Sesia guida l’Albinoleffe, che domani sera affronta la squadra di Colombo «Scesi in campo al Mirabello con la maglia del Torino: una bella emozione»
REGGIO EMILIA. Come giocatore ha affrontato la Reggiana, alla quale ha anche segnato un gol. Oggi Marco Sesia è di nuovo avversario dei granata, questa volta come allenatore dell’Albinoleffe, che domani sera alle 20.30 affronterà in casa la squadra di Alberto Colombo.
Si ricorda le sfide da giocatore contro la Reggiana?
«Ceerto, molto bene. Nella stagione 1993 - 1994 giocavo nel Torino in serie A e incontrai due volte la Reggiana. Al ritorno al Mirabello giocai: scendere in quello stadio pieno di gente fu molto bello. Poi ho incontrato ancora la vostra squadra quando giocavo con la Reggina, in serie B, nella stagione 1997-1998».
E in quest’ultima partita segnò il pareggio su rigore. Ora incontra nuovamente la Reggiana. Come la valuta?
«E’ un avversario difficile, con bei giocatori e ben allenata: una squadra costruita per il salto di categoria insieme a Cittadella, Pavia e Alessandria».
I granata hanno passato un periodo d’appannamento. ..
«In una stagione capita, ma il campionato è lungo e avranno modo di riprendersi».
Lei è arrivato da metà novembre sulla panchina dell’Albinoleffe, ora terzultimo con 11 punti. Avete pareggiato a Piacenza, vinto in casa con il Renate e perso a Padova per 3-0.
«A Padova abbiamo preso gol assurdi. Con la Reggiana vogliamo riscattarci da questa sconfitta».
Quali sono i vostri obiettivi?
«Ovviamente la salvezza».
Che partita chiede ai suoi?
«Chiedo tanta intensità, tanta voglia di fare risultato. Spero in una bella partita, per la gente che verrà a vederla».
A proposito di pubblico. Il vostro stadio ospita una media di 500 spettatori a incontro. Ma in generale l’affluenza negli impianti è molto diminuita con il passare degli anni...
«E’ cambiato tutto rispetto al passato, per le televisioni ed altri fattori. Come giocatore, ma anche come allenatore, è bello entrare in stadi pieni di genta».
Cosa si è portato in panchina della sua esperienza di calciatore?
«Da calciatore ho giocato in tutte le categorie, dalla serie D alla serie A. Mi è servito tutto. Vivere lo spogliatoio, le tensioni, è importante. Adesso in questa esperienza con l’Albinoleffe è importante dare tutto quello che possiamo per raggiungere il nostro obiettivo. A partire dalla gara contro la Reggiana».
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