«Non mi è piaciuto il calo nel secondo tempo»
Mister Alberto Colombo: «A un certo punto la paura di vincere ci ha frenato» L’allenatore è tornato dove aveva giocato come esterno per due stagioni
BERGAMO. Più che una partita, all'"Atleti Azzurri d'Italia" è andato in scena un amarcord. Con un protagonista sulla panchina ospite che rinverdisce i fasti di quando, da esterno tignoso e irriducibile, lo era sul campo. «È bello aver rivisto il presidente Andreoletti, il dirigente Servalli, il dottor Poggioli: persone con cui in due anni a mezzo intensi, all'inizio del secolo (2002-2004, ndr), avevo condiviso una Coppa Italia di serie C, la storica promozione in B e poi la prima salvezza. Lo devo anche a loro se oggi posso dire di aver intrapreso una carriera di allenatore e di allenare una squadra che prova a giocare a calcio. E credo che stavolta l'abbiamo fatto abbastanza bene».
Nel dopogara le parole al miele di Alberto Colombo sono tutte per l'AlbinoLeffe che è rimasto nel suo cuore. Ex di turno al pari di Max Pesenti sul campo, il tecnico della Reggiana concede ai vinti l'onore delle armi: «Hanno obiettivamente avuto meno occasioni delle nostre, ma molto più nitide - spiega -. Soncin è arrivato due volte davanti al nostro portiere, già nel primo tempo avremmo potuto subire il pari. Nel secondo tempo ci siamo difesi abbassandoci troppo e abbiamo peccato di leziosità. Alla fine un pareggio poteva anche starci, anche se ai punti avremmo vinto comunque noi».
Un po' di sorci verdi in salsa bluceleste, insomma, nella serata del ritorno al bottino pieno i granata li hanno visti: «Dopo sei partite raccogliendo solo tre pareggi, forse a un certo punto la paura di vincere ci ha un po' frenati - prosegue Colombo -. Non mi è piaciuto il calo di personalità dopo l'intervallo. Del resto se ultimamente abbiamo avuto qualche difficoltà a gestire le situazioni qualcosa vorrà pur dire». L'analisi del confronto con la pericolante di turno non lascia spazio ai voli pindarici: «Siamo partiti a spron battuto sfruttando intensivamente le fasce - chiosa il brianzolo sulla tolda di comando -. Mogos e Siega hanno lavorato a dovere, in settimana l'avevamo preparata per tenere palla e attaccare mettendo palloni in mezzo e facendo i tagli. Complessivamente posso dirmi soddisfatto della prestazione, anche se ci sono le pecche che ho appena ricordato: non possiamo assolutamente permetterci di stare sulla difensiva, non dev'essere questo il nostro modo di giocare. Siamo una squadra costruita per creare superiorità numerica, perché abbiamo qualità da vendere e dobbiamo sfruttarla».
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